piccolo principe

Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, cosi, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”
Il piccolo principe ritorno l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe. “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicita. Quando saranno le quattro incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicita! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.

Il piccolo principe (Le Petit Prince) è l’opera più conosciuta di Antoine de Saint-Exupéry. Pubblicato nel 1943, è un racconto molto poetico che - sotto l’apparenza di un’opera letteraria per ragazzi - affronta dei temi profondi come la vita, l’amore e l’amicizia.

In un certo senso costituisce una sorta di educazione sentimentale. L’opera è - nella sua versione originaria (così come solitamente nelle varie traduzioni in decine di lingue) - elegantemente illustrata dagli acquerelli dello stesso Saint-Exupéry, disegni semplici e un po’ naïf che sono celebri quanto il racconto.
Ho avuto il piacere di leggere questo libro in età adulta, e ho potuto cosi apprezzare a pieno il significato del libro, anche se il libro si presente in una forma un po infantile data la presenza dei disegni e della pochezza delle pagine solo un centinaio (le letto in un oretta).
Il libro in se mi ha permesso di approfondire svariati temi ed mi ha aiutato molto nel capirne altri, è un libro fantastico che deve essere letto almeno 2 volte… la parte che ho riportato è molto significativa e con i disegni dell’autore diventa tutto molto evocativo.
Nel racconto, l’autore narra (il libro è parzialmente autobiografico) di aver effettuato un atterraggio di fortuna nel deserto del Sahara. Il giorno dopo l’atterraggio forzato, si risveglia al suono di una voce che chiede «Per favore… disegnami una pecora!». Il bambino che ha fatto la domanda si rivela essere un piccolo principe proveniente da un altro pianeta. L’aviatore comincia a disegnare varie pecore, che il bambino rifiuta, fino a quando, esasperato, disegna una scatola con dei buchi dove dice esserci dentro la pecora. Il piccolo principe è soddisfatto e alla fine della discussione racconta la sua storia.
Il piccolo principe vive su un asteroide poco più grande di una casa, chiamato B 612, che ha tre vulcani, uno dei quali è spento e una rosa molto esigente, vanitosa e spavalda. Un giorno parte per vedere com’è il resto dell’universo, e visita alcuni altri asteroidi abitati da adulti, ognuno folle alla sua maniera. Il piccolo principe visita gli asteroidi 325, 326, 327, 328, 329 e 330. Sul primo pianeta trova un re tronfio ma triste perché non ci sono uomini per servirlo, sul secondo un uomo vanitoso che quando il principe batte le mani alza il cappello, sul terzo un ubriacone che beve per dimenticare la «vergogna di bere», sul quarto un uomo d’affari che conta le miriade di stelle convinto di possederle, sul quinto un lampionaio che continua ad accendere ed a spegnere il suo lampione e sull’ultimo un geografo che attende l’arrivo di un esploratore che gli riferisca la struttura degli altri pianeti.
Il geografo che cataloga tutti i pianeti conosciuti gli chiede di descrivere il suo asteroide. Egli descrive i vulcani e la magnifica rosa che illumina il suo piccolissimo pianeta. «Noi non cataloghiamo i fiori», gli risponde il geografo.
Il principe è molto seccato. Il geografo gli consiglia di visitare la Terra.
Sulla Terra trova una grande quantità di roseti ed è piuttosto sconcertato, perché pensava che la sua rosa fosse l’unica di tutto l’universo. Quindi, incontra ed addomestica una volpe che gli spiega che la sua rosa è speciale perché è l’unica che lui ama.Dopo aver sofferto la sete, il pilota ripara finalmente il suo aereo e scopre che anche il piccolo principe deve tornare alla sua casa. È passato un anno dall’inizio del suo avventuroso viaggio alla scoperta di altri mondi. Quella stessa notte il piccolo principe deve ritornare al suo asteroide.
Spero che leggendo questo libro anche voi capirete il significato dell’amicizia, che il bene in un rapporto vuole anche dire lasciare andare, anche se fa male al cuore, ma se vuoi veramente bene devi lasciare andare la persona e farle vivere la loro vita
“Ah! Sei qui”
E mi prese per mano. Ma ancora si tormentava:
“Hai avuto torto. Avrai dispiacere. Sembrerò morto e non sarà vero”
Io stavo zitto.
“Capisci? E’ troppo lontano. Non posso portare appresso il mio corpo. E’ troppo pesante”.
Io stavo zitto.
“Sara bello, sai. Anch’io guarderò le stelle. Tutte le stelle saranno dei pozzi con una carrucola arrugginita. Tutte le stelle mi verseranno da bere”
Io stavo zitto.
“E’ la. Lasciami fare un passo da solo”.
Fece un passo. Io non potevo muovermi.
Non ci fu che un guizzo giallo vicino alla sua caviglia.
Rimase immobile per un istante. Non grido. Cadde dolcemente come cade un albero. Non fece neppure rumore sulla sabbia.

piccolo principe 2

Questo e per me il piu bello e il piu triste paesaggio del mondo. É lo stesso paesaggio dell’immagine precedente, ma l’ho disegnato un’altra volta perché voi lo vediate bene. É qui che il piccolo principe e apparso sulla Terra e poi e sparito.
Guardate attentamente questo paesaggio per essere sicuri di riconoscerlo se un giorno farete un viaggio in Africa, nel deserto. E se vi capita di passare di la, non vi affrettate, fermatevi un momento sotto le stelle! E se allora un bambino vi viene incontro, se ride, se ha i capelli d’oro, se non risponde quando lo si interroga, voi indovinerete certo chi e. Ebbene, siate gentili! Non lasciatemi cosi triste: scrivetemi subito che e ritornato…

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