Ero arrivato alla stazione di Palermo, e dovevo prendere il treno delle dieci e mezza per Agrigento, dove avrei dovuto partecipare alla festa del barone Filippo Nocerà.
Tutto iniziò qualche giorno addietro,quando ricevetti una lettera d’invito di un certo barone Nocerà, ora premettiamo che io questo barone non lo conoscevo personalmente, ma si sa, nella città non si muove foglia se non don Pippo non voglia,quindi diciamo che per nome lo conoscevo bene,anzi benissimo,come professione io faccio l’avvocato e molte volte mi è capitato in aula di sentire questo nome immischiato in atti giudiziari per così dire poco puliti, se ora la vostra domanda è cosa ci faccia un rispettabile avvocato quale sono, (almeno questo dicono di me) alla stazione di Palermo pronto per far visitare a questo suddetto barone che di pulito a quanto si dice in città non abbia neanche le mutande. E detto semplice , si dia il caso che qualche mese fa,la questura di Palermo mi abbia fatto arrivare una busta dalla sede centrale di Roma, dove il caso volle, esserci gli incartamenti per un’indagine preliminare su un certo Filippo Nocerà , e forse è ancora il caso che volle che io fossi stato invitato a casa del barone,ma noi uomini di legge del “caso” non ci fidiamo, quindi mettiamo che stia andando a questa festa per adempiere al mio lavoro e confermare alcune voci che mi sono arrivate prontamente all’orecchio.
Il treno era puntuale, cosa che per un cittadino di qualsiasi città non desta alcun che di stupore, ma per un Siciliano e palermitano quale sono io, questa puntualità desta meraviglia in grandi quantità,il treno si ferma,qualcuno grida il mio nome ad alta voce, guardo a destra e sinistra ma non riesco a scorgere alcun che,la voce si fa sempre più acuta e sento ancora il mio nome,mi rigiro e ancora una volta non vedo niente,poi la voce si fa più vicina e mi dice di guardare giù.
Il mio sguardo si posa su un uomo alto su per giù un metro e quaranta, salve risponde il “nano”, salve rispondo iorimando al “nano”,lei è per caso un rappresentante del signor barone? Domando ormai spazientito, si risponde lui, se vuole seguirmi sopra il treno. Inzio a seguire questo “nano” sul treno e mi fa accomodare in una cabina di prima classe.
Una volta arrivati nella cabine, la mia cuorisità mi spinse a porgere una domana al “nano”mi scusi volevo porle una domande posso? Domando io quasi timidamente,mi dica pure, fa lui con un filo di voce, mentre era indaffarato a sistemare il mio alloggio,volevo sapere quali altre personalità di spicco saranno presenti alla festa, sa il barone in città è abbastanza”famoso e spesso accostato alle più grandi personalità di questa nostra terra.
Mi guarda e dopo averci pensato su qualche secondo mi risponde “ospiti? Nessun ospite, solo lei e il barone e nessun altro, il barone non ama esser al centro dell’attenzione,”(strano penso io, e su tutti i giornali di Sicilia) ora se non le dispiace vorrei congedarmi da lei, ho delle faccende da sbrigare a bordo del treno, se ha bisogno di qualcosa sono al suo servizio.Rimasto solo con i miei pensieri, prendo la lettera del barone e rillego il tutto sperando di trovare qualche cosa che mi possa fare capire il motivo di questo invito, perché come ho già detto, noi uomini di legge non ci fidiamo del “caso”
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