Datore di lavoro: Quale crede che sia il suo maggior pregio?
Andrea: La sincerità.
Datore di lavoro: E il suo principale difetto?
Andrea: La sincerità.
Datore di lavoro: Qual è la sua massima aspirazione?
Andrea: La sincerità.
[...]
Datore di lavoro: È un giovanotto sveglio, vedo. E allora mi dica: qual è il reddito annuo della sua famiglia?
Andrea: La sincerità?
e che se qualcuno lo porta, lo rivedrei :O
p.s. mi sa che hai capito solo tu asdsassaasasasdasdassaass
“Nella mia famiglia si è soliti tramandarci in ogni generazione, il mestiere di becchino ed a ogni “nuovo” membro della famiglia che eredita il mestiere, viene tramandata la storia della famiglia Fallen, e dei misteri che l’hanno circondata, i quali non si riescono a spiegare tramite la normale ragione.
Ecco io sono l’ultimo erede di questa lunga tradizione, che affonda le sue origini nei primi del novecento.
Ho deciso quindi, di raccontare anche la mia di storia, utilizzando questo diario, per poterla tramandare alla generazioni future di Fallen, per far si che almeno loro imparino dai miei di errori, e possano in qualche maniere rompere la maledizione senza che essa rovini la loro vita.
Quindi, non vi resta che mettervi comodi, perché il viaggio che starete per intraprendere non è quello che si definirebbe una vacanza.”
(more…)
Non ricordo che mese o che anno potessero essere, ma ricordo che era inverno, quando nella mia stanza apparve una bottiglia di birra, che tra altre cose, conservo ancora sopra una mensola,ma non perdiamoci in vane chiacchiere, dunque vi dicevo che per non so quale fenomeno, vuoi che qualcuno la comprò, vuoi perché la comprai io, mi ritrovai questa bottiglia di birra nella mia stanza.
Immagino che vi stiate chiedendo cosa possa esserci di tanto “divertente” nel raccontare di una bottiglia di birra trovata nella propria stanza,ma ovviamente nulla di speciale. Ma dal ritrovamento di quella bottiglia, scaturirono degli episodi particolarmente divertenti della mia vita.
Stetti settimane intere a chiedere alle persone che conoscevo, se avessero per caso lasciato quella bottiglia nella mia stanza nei giorni passati, ma nessuno sapeva niente. Non vi nego che ad un certo punto fui tentato di considerare l’accaduto come una qualche ricompensa divina, di una qualche divinità a me ancora sconosciuta, che magari mi diede questo “dono” solo per potere entrare nelle mie grazie; Insomma non vi so dire cosa ci trovassi di tanto speciale in quella bottiglia, ma sta di fatto che dopo un paio di settimane, nessuno ne reclamava alcun diritto.
Capirete anche che dopo tutto quel tempo, inizia a considerare quell’oggetto come di mia proprietà e cosi presi una decisione, avrei aspettato gli ultimi giorni che dovevano mancare alla fine del mese, e poi l’avrei aperta e sarebbe finita così come fosse iniziata.
Il tempo passò in fretta, e quelle settimane volarono, ormai la bottiglia era mia a tutti gli effetti, potevo farne ciò che volevo, aprirla e berne il contenuto,buttarla direttamente, conservarla insomma tutto ormai era lecito. Ovviamente presi la decisione più logica del caso, cioè quella di aprirla e berne il contenuto, ma non volevo farlo da solo.
Farlo da solo poteva sembra come un atteggiamento arrogante, e se la mia idea del dono di qualche divinità si fosse dimostrata vera, sarei stato colpito dalla furia di quella divinità. E cosi per essere del tutto al sicuro, accesi una candela che doveva servire per non attirarsi la cattive sventure,dopo aver completato lo strano rituale, chiamai qualcuno con cui poter spartire il “bottino”, giusto qualche intimo.
Ricordo che,quella che doveva esser una riunione di pochi intimi, si trasformò in una vera e propria festa. E cosi eccomi tra gente mai vista e che mai avrei rivisto, per “festeggiare” la sacra bottiglia, almeno era quello che pensavo in quel momento.
Qualche anno dopo,scopri che non erano venuti per la bottiglia, ma per festeggiare un certo tizio di cui non farò il nome, visto che vuole mantenere l’anonimato, comunque, ormai la festa andava avanti da un paio di ore, ma dell’apertura della bottiglia ancora non se ne parlava.
Ma verso la mezzanotte, un tale Alberto Figura,ne prese possesso, scambiandola per una comune bottiglia, inutile dire che appena mi accorsi dello scempio che si stava per perpetrare, ricorsi subito ai ripari, levando dalle mani la suddetta bottiglia al presente Alberto Figura, che di tutta risposta, in uno strano accento, meridionale mi mandò in un posto che, per educazione non riporterò in questo racconto.
Sta di fatto che la bottiglia era salva, ora dovevo solo trovare il coraggio di aprirla,a quel punto l’apertura della bottiglia andava fatta quella sera,determinato o no, ma andava fatta; Chiamai alla raccolta,Luigi Rizzato, che all’epoca degli eventi, era mio carissimo amico,non che confidente di primo pelo, “qualche anno dopo, partì per andare a trovare sua nonna o almeno cosi disse lui, in una città della Norvegia impronunciabile nella nostra lingua, figuriamoci nella nostra scrittura, e non torno mai più; ma sta di fatto che ogni tanto non so per quale ragione dei tizi dagli abiti scuri e con uno strano accento meridionale, lo vengono a cercare , a casa mia, ed ogni volta gli devo ripetere la tiritera della sua partenza per quella città impronunciabile per la nostra lingua e impossibile da scrivere nella nostra scrittura della Norvegia, e loro con tutto rispetto alla mia persona, mi mandano sistematicamente con uno strano accento meridionale ,che tanto mi ricorda quell’altra gentile persone che fu, Alberto Figura, in un posto che per ancor più ovvie ragione non riporterò in questo racconto. “Appena Luigi fu arrivato da me, gli dissi che ero pronto per l’apertura e lui guardandomi negli occhi, mi disse delle parole in un inglese perfetto che ancora oggi ricordo, So Say We All, e al sentire ciò quasi piansi quella sera. “Tempo dopo, scopri, che quel marpione di Luigi, trasse quelle parole da una famosa serie americana che in quel periodo spopolava per la rete.” Presi un bel respiro e con un apri bottiglia che richiamava forme falliche, che ricevetti in regalo da un certo Antonio Canniccio, stappai la bottiglia e allora iniziai a versare lacrime amare. Ormai era aperta, eravamo felici come non mai, Luigi senza perdere tempo mi porse il bicchiere che “prese”in prestito dal nostro locale preferito di quegli anni, e mi disse ancora altre parole degne di esser ricordate, «That’s one small step for a man, one giant leap for mankind.», ormai avrete capito che Il caro Luigi era bello che ubriaco , ma in quel momento la cosa non mi sembrò cosi assurda, come lo può sembra oggi. Iniziai a versare il contenuto ambrato della bottiglia, alzai il bicchiere per brindare a quella magica bottiglia ed a quella serata, quando Luigi iniziò a barcollare, così tanto che mi cadde addosso, facendomi così sprecare il contenuto di quella magica bottiglia, inutile dirvi che ero una persona finita,ma invece di versare lacrime amare, iniziai a ridere e non riusci a smettere per tutta la serata.
La mattina seguente,ripensando a quella serata così incredibile decisi di conservare quella bottiglia, anche se il suo contenuto mi era stato negato. Forse,iniziai veramente a pensare che il ritrovamento di quella bottiglia e di tutto quello che ne era scaturito, altro fosse che il “dono” di qualche divinità che volesse ingraziarmi.
E alla fine arrivò un elefante e spazzo via tutta la storia (l’elefante in questione,altri non era che la mia governante che stava iniziando il suo giro di pulizie che per mole nulla aveva da invidiare ad un elefante).
Siamo agli inizi degli anni novanta, siamo nella repubblica sudafricana, e la nostra storia prende il via in una fantomatica cittadina dell’entroterra afrikans, siamo anche negli anni in cui si dovrà scegliere il nuovo presidente,siamo nel periodo in cui Nelsons Mandela si candida alle presidenziali del Sud Africa.
Kristin, fuggita all’estero per affermare la propria indipendenza dal mondo allora conosciuto, si vede costretta a ritornare nella sua città natia, per l’imminente malattia della propria Ouma (nonna in afrikans).
Ouma appunto la nonna di Kristin che la vuole al suo capezzale per poterle tramandare la storia della propria famiglia, e cosi prende il via una storia tra il sogno e la realtà,in cui si faranno largo tutte le feroci “battaglie” che hanno visto il Sudafrica protagonista in quei anni di grande fervore…. fin quando non arriverà un elefante e spazzerà via tutta la storia!…..
Quando guardi dritto negli occhi di una persona, e riesci a capirne ogni singolo pensiero… credo che quattro conti su quella persone te li fai
Erano giorni che ti dicevano che ci sarebbe stata una festa a sorpresa per una persona, e finalmente dopo tre giorni, ti danno anche l’ora e il luogo dell’appuntamento.Peccato che giusto quella sera in cui dovresti uscire, c’è un alienamento di pianeti e strane congiunzioni, per le quali succede un po di tutto.
Sei appena uscito di casa e fuori c’è una tempesta, ma tu devi uscire lo stesso, hai dato la tua parola che ci saresti stato.Ed ora guardati, sotto una pioggia battente,il tuo ombrello non ti da il riparo che pretendi, e cosi ti ritrovi bagnato al punto giusto, ma non importa sei quasi arrivato. Entri con il giusto passo, bagnato fradicio,ma non importa, sei arrivato a destinazione, fa il giro di tutti per salutari, e poi ti fermi, bloccato tra il cielo e la terra e ti accorgi che manca qualcuno, ma non riesci a capire chi. Fai mente locale, conti le persone al tuo seguito, e vedi che manca l’elemento principale. Inizi a chiederti che fine abbia fatto il personaggio da festeggiare, lo domandi in maniere spacciata un po a tutti, e loro guardandoti ti rispondono che non ce nessun elemento da festeggiare, perché si trova in altri luoghi.
D’accordo non c’è, ma la serata non è finita, oppure è già finita e non te ne sei neanche accorto, il cielo non è dalla tua, piove e non smette per un secondo, qualcuno ha una idea, tutti acclamano quella idea. E cosi ti ritrovi ancora una volta in un box a non fare niente, la tua sera ha preso un inattesa piega degli eventi.
Si cerca di far passar il tempo, un po tutti parlano e sfiorano la pazzia, fin quando stremati dalla lunga pioggia, non abbandoniamo quel tetro locale.
E cosi cade inesorabile la pioggia e con una moltitudine di ombrelli variopinti, la tua serata si conclude……….
more than a feeling-Boston
I looked out this morning and the sun was gone
Turned on some music to start my day
I lost myself in a familiar song
I closed my eyes and I slipped away
Its more than a feeling, when I hear that old song they used to play (more than a feeling)
I begin dreaming (more than a feeling)
till I see marianne walk away
I see my marianne walkin away
So many people have come and gone
Their faces fade as the years go by
Yet I still recall as I wander on
As clear as the sun in the summer sky
Its more than a feeling, when I hear that old song they used to play (more than a feeling)
I begin dreaming (more than a feeling)
till I see marianne walk away
I see my marianne walkin away
When Im tired and thinking cold
I hide in my music, forget the day
And dream of a girl I used to know
I closed my eyes and she slipped away
She slipped awa y. she slipped away.
Its more than a feeling, when I hear that old song they used to play (more than a feeling)
I begin dreaming (more than a feeling)
till I see marianne walk away
I see my marianne walkin away
PIU’ DI UNA SENSAZIONE
Stamattina ho guardato fuori
E il sole se n’era andato
Ho messo su della musica per iniziare bene la giornata
Mi sono perso in una canzone che conoscevo
Ho chiuso gli occhi e il tempo mi è volato
E’ più di una sensazione quando sento quella vecchia canzone
che suonavano anni fa (più di una sensazione)
Inizio a sognare (più di una sensazione)
Finché non vedo Marianne andarsene
Vedo Marianne andarsene
Così tante persone sono passate e se ne sono andate
Le loro facce diventano sfuocate col passare degli anni
Ma lo stesso, quando vago con la mente, mi tornano in mente
Chiare come il sole nel cielo estivo
E’ più di una sensazione quando sento quella vecchia canzone
che suonavano anni fa (più di una sensazione)
Inizio a sognare (più di una sensazione)
Finché non vedo Marianne andarsene
Vedo Marianne andarsene
Quando sono stanco e i miei pensieri diventano negativi
Mi rifugio nella mia musica, dimentico la giornata
E sogno una ragazza che conoscevo
Ho chiuso gli occhi e se n’è andata
Se n’è andata. Se n’è andata.
E’ più di una sensazione quando sento quella vecchia canzone
che suonavano anni fa (più di una sensazione)
Inizio a sognare (più di una sensazione)
Finché non vedo Marianne andarsene
Vedo la mia Marianne andarsene
In questi tre giorni, mi sono cimentato nello scrivere una trilogia, che ho chiamato la trilogia del viaggiatore.
Tutti e tre i racconti che ho riportato in questi giorni, hanno come protagonista un viaggiatore.
Ho pensato di riunire in questo post, la mia trilogia, spero che vi sia piaciuta!
Se una mattina d’inverno un viaggiatore
Se un pomeriggio d’inverno un viaggiatore
Se una sera d’inverno un viaggiatore
Ed eccoti là,tutto emozionato, hai appena scaricato due episodi del tuo serial preferito, e non vedi l’ora di guardarlo in tranquillità, hai anche rinominato gli episodi cosi da farli partire insieme con i sottotitoli.
Sarà la millesima volta che lo fai, ma ogni volta è come se fosse la prima, sei emozionato ancora di più, ecco che parte la solita voce che fa il riassunto, ora compaiono i personaggi principali, ma aspetta un secondo, che succede i sottotitoli non sono quelli giusti,con il tuo scarso inglese capisci qualche parola, e ti rendi conto che non corrisponde a quello scritto sotto, sei nervoso, non sai cosa fare, eppure dovresti non è la prima volta che ti succede, è ora di darsi una calmata. Ecco così bravo, bevi un sorso della birra che hai comprato per l’occasione, si perché per tutto il pomeriggio non hai fatto altro che far preparativi per la tua serata, hai ben pensato che una così bella serata dedicata alla visione del tuo telefilm, meritava una bella bottiglia di birra con le patatine accanto, e così appena fuori da lavoro, ti sei precipitato al supermercato all’angolo vicino casa tua. Sei entrato, e sei andato direttamente nel reparto delle birre, hai preso la prima che ti è capitata sott’occhio, non hai nemmeno badato alla marca, e subito via, verso il reparto patatine, anche qua stesso discorso di prima,adesso ti sei in fila e come al solito c’è sola una cassa aperta e il turno non finisce mai, passano i minuti e sei quasi tentato di lasciare tutto la e andare via, ma resisti , sai perfettamente che non sarebbe la stessa cosa. Finalmente sei fuori,ora avanti subito verso casa, sali le scale a due a due dalla fretta che hai, eppure il telefilm non scappa mica, ma sei fatto così.
Hai finito di sorseggiare e ti penti dell’acquisto, non è per niente di tuo gradimento, la tua serata è iniziata male, e prosegue peggio,ti metti a guardare l’orologio, sono le sette e trenta di sera, potresti ancora scendere al supermercato e prendere qualche altra birra.In teoria potresti,ma a che fine, hai già dimenticato che i sottotitoli e puntata non coincidono.Ma immagino che a questo hai già pensato, e infatti hai messo a scaricare la puntata giusta, ti sei accorto solo ora che era appena uscita la proper, e cosi hai ancora qualche minuti per recuperare la tua serata.
Scendi in tuta, ormai non t’importa più di nulla, vuoi sola la tua birra di qualità e poi vedere il telefilm; sei fortunato non c’è molta confusione, prendi la birra che bevi di solito, e questa volta la fila e breve, ritorni a casa, controlli il dowloads,noti che ha finito.Sei ancora più emozionato di prima se fosse possibile, rinonimi di nuovo, fai partire il tutto,questa è quella giusta, parte il telefilm e dall’alto del tuo impianto dobly surround si sente la voce del narratore dire “previously of…..”
Sei un ragazzo grande ormai; prendi l’autobus da solo da quasi tre anni, sei quasi un esperto. Sei stato il primo della tua classe a prenderlo da solo, ora che ti ricordi, era motivo di vanto. Conosci ogni linea, sai il tragitto, il capolinea e persino gli orari, sei un esperto ormai, tanto esperto da consigliare i pochi ingenui ragazzini che per la prima volta si affacciano nel mondo del trasporto urbano; e non lo fai certo con il vanto di un esperto,non affatto, anzi umile e comprensivo. Spieghi anche due volte il percorso e le linee che devono prendere,in un certo qual modo ti ricordano te stesso alla loro età. Ora però sei un ragazzo grande, e l’autobus lo prendi come se niente fosse, prendi qualsiasi linea, sai perfettamente dove ti porterà, l’orario preciso di arrivo e quello di partenza. Tutti tranne una, si perché hai appena scoperto una linea che non conoscevi. Te ne hanno parlato a scuola alcuni compagni, dicevano che se la si prendeva, si poteva risparmiare qualche minuto, che poi poteva esser rinvestito nell’atto della copiatura dei compiti in classe, prima dell’arrivo dell’insegnate. E’ strano però, tu prima d’ora non avevi mai sentito parlare di questa linea. Ti avvicini incuriosito dal grande vociare che c’è intorno a questo argomento e quasi incredulo devi ammettere di non conoscere proprio quella linea, sei ferito nell’orgoglio, non sei più tanto sicuro di niente ora come ora, devi recuperare la tua baldanza, e sai perfettamente che c’è solo un modo per farlo, ed è quello di percorrere quella linea al più presto! Ed ora eccoti qua, alla fermata di questa famigerata linea, aspetti e intanto prendi appunti sugli orari, ti scorgi per vedere se arriva e con tuo sommo sbigottimento eccola arrivare in perfetto orario. Avanti viaggiatore, devi farti coraggio, sali sopra e percorrila fino in fondo, sei un ragazzo grande ormai. E cosi sei salito, complimenti viaggiatore, sei davvero in gamba, guardati pieno di orgoglio, la tua baldanza sta tornando, una volta in classe avrai di che parlare per giorni. Immagini già la scena, tu che arrivi in anticipo rispetto al solito e annunci a tutta la combriccola di ragazzi che trovi, che hai percorso la famigerata linea,che per giorni è stata oggetto di culto in classe, vedi anche le loro facce che pendono dalla tue labbra, si un vero sogno ad occhi aperti ma attento a non sognare troppo, che poi rischi di sbagliare fermata. Troppo tardi, il sogno si è prolungato un po’ troppo, sei già al capolinea e l’autista ti invita addirittura a scendere dalla vettura, con riluttanza scendi e sei ancora scombussolato dall’avvenimento, in tutti gli anni di “onorato servizio” a bordo degli autobus, non hai mai perso la fermata. Ecco che sei di nuovo ferito nell’orgoglio, pensi che questa parte è meglio ometterla dal futuro racconto alla classe. Ma tieni a bada questi pensieri, ora devi capire dove ti trovi e come tornare verso strade conosciute, si perché ti sei girato e non hai notato nulla di familiare, sei disorientato è la prima volta che ti perdi con l’autobus, il tuo morale è proprio sotto zero. La soluzione più logica sarebbe quella di chiedere al conducente, peccato che sia già ripartito per una nuova corsa. D’accordo ora sei solo, non c’è bisogno di farsi prendere dallo sconforto, puoi sempre chiamare casa e chiedere ad uno dei tuoi genitori cosa fare, in questi casi loro sanno sempre tutto. Peccato che hai esaurito i soldi del telefono giusto ieri pomeriggio e i soldi che ti avevano dato per ricaricarlo, li hai usati per prendere le sigarette; si perché adesso ti sei pure messo a fumare, certo hai iniziato da poco, quasi per scherzo e non ricordi neanche come hai iniziato immagino, ma visto che hai tutto questo tempo, inizi a vagare nei meandri della tua mente e ricordi il preciso istante. Era un pomeriggio d’estate e una ragazza ti si avvicina e ti chiede una sigaretta, all’epoca non fumavi,ma chissà perché invece le hai detto che le dovevi prendere e che se avesse avuto un attimo di pazienza le avresti prese proprio ora e poi gliene avresti offerta una. Che cosa non si fa per far colpo su una ragazza? eh si, e da quel momento ti sei preso questo brutto vizio. A che ti sei ricordato di come hai iniziato, ne prendi una dal pacchetto e l’accendi,fai una grossa aspirata, anche per calmarti, poi la guardi e pensi che se non avessi questo brutto vizio, ora avresti i soldi per telefonare a casa e cosi per come l’hai accesa, la spegni con un impeto di rabbia. Stare fermo là, ad aspettare chissà quale miracolo, non sembra proprio il caso, con tutto quello che si sente dire in giro, è meglio muoversi. Cosi inizi a camminare in cerca di una mera strada sconosciuta. Cammini con la speranza che improvvisamente qualche luogo ti sembri familiare, ti infili in una stradina un po buia, percorrendola fino alla fine e appena ne sei fuori, non puoi che rimanere basito da quello che vedi. Davanti a te c’è il palazzo dove abiti, sei incredulo e quasi vorresti piangere, ma non lo fai, dopo tutto sei un ragazzo grande ormai. Allora preso dall’euforia della salvezza cerchi una spiegazione logica a tutto il tuo viaggio,ti avvicini alla pensilina della fermata e con stupore leggi la verità. La linea che hai preso, altro non era che una navetta che fa da sponda nel tuo quartiere al mercatino, ma siccome tu sei un ragazzo grande non ne eri a conoscenza, ora sei più tranquillo, noti che è quasi ora di pranzo, hai perso tutta la giornata, devi tornare a casa. Sali le scale della tua abitazione con euforia, domani a scuola avrai una grande avventura da raccontare ai compagni di scuola. Sei sull’uscio di casa, fai gesto di aprire la porta, dove ad accoglierti c’è il tepore della tua famiglia, almeno è quello che pensi, qualche secondo prima che tua madre ti venga incontro chiedendoti gridando che fine avessi fatto e perché non eri andato a scuola. Stai pensando che forse era meglio perderti per davvero, dopo tutto sei un ragazzo grande ormai……….