“Nella mia famiglia si è soliti tramandarci in ogni generazione, il mestiere di becchino ed a ogni “nuovo” membro della famiglia che eredita il mestiere, viene tramandata la storia della famiglia Fallen, e dei misteri che l’hanno circondata, i quali non si riescono a spiegare tramite la normale ragione.
Ecco io sono l’ultimo erede di questa lunga tradizione, che affonda le sue origini nei primi del novecento.
Ho deciso quindi, di raccontare anche la mia di storia, utilizzando questo diario, per poterla tramandare alla generazioni future di Fallen, per far si che almeno loro imparino dai miei di errori, e possano in qualche maniere rompere la maledizione senza che essa rovini la loro vita.
Quindi, non vi resta che mettervi comodi, perché il viaggio che starete per intraprendere non è quello che si definirebbe una vacanza.”

Per poter raccontare la mia storia come vorrei, devo prima fare una regressione è raccontare di come è tutto iniziato, o meglio di come lo sentita io.
Il primo dei miei avi ad iniziare questa “tradizione” fu Albert Fallen che per quel ne posso sapere,e per quel che i miei genitori, mi dissero, era il becchino della città ed aveva un figlio Julius, ora la nostra storia inizia proprio da qui, con Albert che tramanda mestiere di becchino al giovane Julius. Capirete anche che il giovane al momento della successione, aveva all’incirca sedici anni e fu cosa assai difficile convincerlo, ma non da meno le parole con la quali Albert consegno il mestiere al giovane Julius furono assai più convincenti, di tutto il suo malcontento.
Come ho già specificato sopra, Julius, aveva sedici anni e non voleva proprio continuare la tradizione di famiglia e con furiose ribellioni, lo dimostrava ogni giorno, fin quando, il padre ormai esasperato,lo mise alle strette con un discorso che ancora oggi si tramanda nel momento della successione. Albert lo fece accomodare nella sala grande, che era solito usare per sbrigare la “faccende di lavoro” e disse parole che mai prima d’ora aveva mai confessato ad anima viva: Julius, quello che sto per dirti è qualcosa che va oltre la tua immaginazione, oltre la realtà che fin’ora hai conosciuto, Ma prima che inizi, voglio che tu mi prometta che qualsiasi decisione prenderai, le parole che ti dirò, rimarranno tra di noi”. Padre rispose Julius, sono lusingato per la fiducia che mi stai dimostrando,ti prometto che a discapito della mia decisione, manterrò il segreto.” Era quella che volevo sentirti dire. Come ben saprai,il mestiere di becchino mi è stato tramandato da mio padre, e lui lo ereditò da suo padre, e cosi fino al primo Fallen che diventò becchino in questa città, ora quello che non sai probabilmente che il lavoro di becchino, altro non è, che un modo per poter agire senza destar sospetto nel cimitero. Devi sapere che quando seppelliamo un defunto, la maggior parte delle volte ritorna sotto forma di spettro, in cerca di vendetta o semplicemente perché non riesce a farsi una ragione di ciò che gli è accaduto, e tutto questo accade nella nostra famiglia per un motivo preciso, perché noi siamo maledetti ed è nostro compito tenere a bada questi spettri.
La maggior parte di loro, sono innocui, e non farebbero mai del male a nessun umano e quindi il nostro compito è semplicemente quello di farli passare attraverso la “porta”dell’oltre tomba, ma se lo spettro in questione, fa parte dei malvagi è nostro compito fermarli, prima che compiano nefandezze tra la gente ignara di tutto.
So perfattemente che quello di cui ti sto rendendo partecipe,ti possa sembrare alquanto strano, ma voglio sapere le tue prime impressioni, prima che io vada avanti, dimmi quello che pensi, e non aver timore nelle tue parole, “padre, ciò che hai appena finito di raccontare sfiora il ridicolo, penso seriamente che mi racconti ciò solo per farmi accettare il lavoro di famiglia a cui tu, di tua spontanea volontà, hai pensato bene di affidarmi, ora dimmi padre, come posso credere a ciò che mi hai appena detto?” Sapevo che avresti detto così, ed per questo che ho deciso sarai tu stesso a constatare le mie parole con i tuoi occhi stasera al cimitero.

Ora, quello che successe dopo quella “chiacchierata” ve lo racconterò a breve, per il momento vi basti sapere che qualche anno più tardi Julius prese le redini del “mestiere” di famiglia e che lui stesso, nel giorno del sedicesimo compleanno di suo figlio,fece lo stesso discorso di suo padre, e come lui allora, anche suo figlio potè constatare la verità con i propri occhi.
Credo sia stato proprio quello il momento in cui tutto il rituale si trasformò in una tradizione che si perpetuerà fino ai miei giorni.
Eravamo rimasti nel momento in cui il vecchio Albert, trasmise il mestiere e i misteri di famiglia al suo giovane figlio. Julius prese molto sul serio, il mestiere di becchino, dopo la famosa notte al cimitero, e da quel giorno gestì, l’attività in maniere impeccabile.
Ed ecco quello, che ci è stato tramandanto da Julius stesso,riguardo alla sua prima notte nel cimitero.
“Erano appena apparse le prime luci dell’alba la notte appena passata, illuminò Julius sul mestiere di famiglia. Finalmente poteva affermare con sicurezza che le parole di Albert del giorno prima,avevano trovate conferma in quella notte al cimitero. Prima d’ora non aveva mai visto un morto, ritornare in “vita” e neanche in quel momento fu sicuro, di ciò che i suoi occhi stavano vedendo, fu solo quando il non-morto professò parola,che si rese conto che ciò che stava accadendo era del tutto vero. Il non-morto altro non era che il Lionel Fallen, morto in circostanze misteriose quasi cent’anni fa. Doveva essere terrorizzato, anche perché non riusciva a dire una parola, fu solo grazie al pronto intervento di suo padre, che la situazione che aveva davanti fu sbloccata. “Salve Lionel, vorrei farle conoscere mio figlio Julius disse Albert, rivolto verso Lionel, oh, è già arrivato il suo momento?, rispose in tono “allegro” il non-morto,” si proprio cosi, rispose mio padre.
Padre, sussurrò Julius, non so cosa dire, è tutto così surreale, e in quel momento, entrambi scoppiarono in una sonora risata, che per poco non svegliava tutto il cimitero,e fu solo in quel momento, che Lionel prese parola e racconto tutta la verità sulla famiglia Fallen. “Nipote, posso immaginare il tuo stato di agitazione,ma devi calmarti e prendere in mano il mestiere di famiglia, siamo gli unici che possano tenere a bada gli spettri e impedire loro di compiere le più infime bassezze sulla povera gente della città. Puoi impuntare i piedi e non accettare il mestiere, puoi non credere a ciò che hai davanti, ma è il tuo destino, come fu prima di tuo padre e del padre di suo padre fino ad arrivare a me, che sono il colpevole se cosi possiamo metterla, di questo destino infame, che da più di un secolo affligge la nostra famiglia.
“In vita, mi macchiai di peccati impronunciabili, continuò lo spettro di Lionen, e per tutta la durate di essa riuscii quasi sempre a farla franca, fin quando una sera, dopo l’ennesima nefandezza, caddi in una trappola della polizia , inutile dire che fui processato immediatamente e condannato alla pena di morte per decapitazione. Una pena orribile anche per uno come me. Passai mesi interi nel terrore della mia condanna e mi appellavo ad ogni divinità che conoscevo,ma per uno che nella vita ha solo fatto del male, le divinità come è di giusto voltano le spalle, e allora il giorno prima dell’esecuzione mi appellai all’unica divinità a cui ancora non mi ero rivolto. E fu cosi che invocai il demonio,e nel giro di pochi attimi, lo vidi comparire nella mia cella, e posso dirti con tutta franchezza che le sacre scritture non gli rendono giustizia, ma per farla breve, visto il poco tempo che ci rimane, mi propose un accordo, in cambio della mia vita, io e tutti i miei discendenti dovevano badare al cimitero della città in cui saremmo vissuti. Sciocco e timoroso com’ero per la condanna accettai, ma ahimè il demonio è astuto e nella sua proposta c’era qualcosa di losco, come ebbi modo di constatare nei anni avvenire. E cosi come se mai fosse successo mi ritrovai libero, e con una donna già ingravidata prossima al parto ed un lavoro di becchino nella mia città. I primi anni furono semplici da affrontare, il lavoro era quello che era, ma oltre alla fatica non notava nulla di strano, fu solo una sera di molti anni dopo, che iniziarono le apparizioni dei non-morti nel cimitero e posso affermare che quella fu l’esperienza più atroce di tutta la mia vita, anche perché non sopravvissi a quella notte. Una volta morto, finii velocemente negli inferi dove ad accogliermi, trovai il demonio con cui stipulai il patto qualche anno addietro, “Salve Lionel, finalmente sei arrivato, ti aspettavo da molto tempo, ora che sei qui, ti posso rivelare le conseguenza del patto che abbiamo stipulato quella notte in prigione. È tutto molto semplice, ogni cinquantanni i non-morti degli inferi, ritorneranno in vita, e sarà l’inizio dell’apocalisse. Ed è qua che entra in gioco la tua famiglia,infatti sarà in vostro potere fermare l’apocalisse sul nascere,ma vi costerà caro. Nel caso decidesse di fermarla,i non-morti lacereranno le vostre carni e cosi saziati dal vostro sangue, torneranno a dormire per altri cinquantanni , mentre nel caso in cui decidiate nell’apocalisse, le vostre carni saranno risparmiate, ma i non-morti dovranno saziarsi di altro sangue, quindi rivolgeranno le loro “amorevoli” cure alla popolazione della città, ma in quel caso il vostro nome sarà legato insolubilmente all’accaduto e sarete braccati da coloro che “miracolosamente” resteranno in vita, che per ovvie ragioni vi daranno la caccia e cercheranno di uccidervi in tutti i modi possibili e immaginabile. E questo sarà ripetuto fino alla fine dei giorni, la tua famiglia d’ora in avanti è maledetta, ma sorridi Lionel, infondo ti sei salvato dalla decapitazione. ”
Alla fine del racconto,lo spettro di Lionel scomparve,così per come era arrivato,lasciando, nel vero senso della parola il giovane Julius sbigotito.
Ora che tutto gli era chiaro, doveva solo aspettare che il tempo di suo padre scadesse per prendere in mano il mestiere di famiglia.
Ciò accade per il trentesimo compleanno di Julius, quando vide il proprio padre, immolarsi per la salvezza della città, e da quel giorno prese in mano l’eredità della famiglia, e giurò che in qualche maniera avrebbe interrotto quel circolo vizioso.
Gli anni che seguirono, furono segnati dalla continua lotta, della mia famiglia, alcuni decisero di non credere alla maledizione, altri invece la presero cosi seriamente da farne unico scopo della propria vita, e infine altri come mio padre cercarono di “rompere” il circolo vizioso, ottenendo solo un fallimento che altro non portò ad una via rastrellata di sangue.
Ed eccoci giunti alla parte finale di questo racconto, cioè la parte in cui dovrò svolgere la mia parte, nel bene o nel male.
Mio padre, mi crebbe,in un regime di paranoia, incredibilmente alto, aveva una paura matta, che potessi fare la fine dei nostri avi, è cosi per preparami al mio avvenire, mi abituo fin da piccolo,alla vita in cimitero e alle lunghe notti passate insieme ai fantasmi. Forse pensava che se fossi stato abituato al peggio fin dalla più tenera eta,una volta adulto, avrei trovato una soluzione alla maledizione di famiglia. Come si sbagliava mio padre, in fin dei conti era un uomo semplice.
Come dissi prima, crebbi, con la consapevolezza che i fantasmi esistessero ed ero anche consapevole che prima o poi sarei stato chiamato a fare una scelta fondamentale,sapevo anche che prima che tutto questo intaccasse la mia persona, sarebbero passati almeno una ventina d’anni, insomma quella che poteva essere una fanciullezza tranquilla si trasformò in perenne prova di sopravvivenza.
E ora giungiamo al fatidico giorno, in cui mio padre dovette scegliere la sua di strada, come ho avuto modo di dirvi, era un uomo semplice, quindi per come fosse normale per lui, scelse la strada del sacrificio e cosi per almeno un altro ventennio sarei stato dispensato da quella ardua prova. Lo so che detta in queste termini può sembrare davvero cinico da parte mia, ma credetemi se avreste visto ciò che ho visto io, nella mia fanciullezza, parlereste anche voi in questa maniera.
Avevo quasi vent’anni, è la mia ora si sarebbe procrastinata nel giro di qualche anno, e per dirvi la verità, non ero convinto della scelta da fare. Volevo vivere, ma allo stesso tempo non potevo di certo lasciare i non morti liberi di seminare morte e distruzione per la città, quello non me lo sarei mai perdonato. Ed allora cosa fare?, dovevo trovare una soluzione, ma più ci pensavo e più scavavo nelle radici della storia della mia famiglia e più mi impantanavo in una situazione senza vie di uscite.
E cosi passarono circa dieci anni, dalla morte di mio padre,ne mancavano altri vent’anni , al compimento della maledizione, ed avevo ormai abbandonato ogni speranza di trovare una soluzione, fin quando, un giorno mi colpì un particolare.
Ogni mio avo, aveva messo su famiglia, spinto da uno strano desiderio di “tramandare” tutto alla generazione successiva, ed era forse questo il vero nocciolo della questione, i miei avi, avevano scelto sempre la vita, mettendo su famiglia e creando una successione ereditaria. Per la prima volta, da quando iniziò tutta la “nostra” stirpe maledetta, vedevo in me, una possibile redenzione, dovevo scegliere la morte a tutti gli effetti. E cosi gli anni successivi, li passai da solo al cimitero, senza mai pensare a crearmi legami,anzi troncai ogni forma di legami che avevo instaurato lungo la mia vita, “amici”,”parenti ancora in vita”, “animali”mi negai di tutto.
E cosi arrivò quel giorno, il giorno in cui avessi dovuto scegliere “salvezza o apocalisse. Aspettai tutta la sera che i non-morti tornassero in vita, ma quella sera e la sera successiva non succedette nulla, inizia a pensare di esser riuscito veramente a spezzare il circolo della maledizione, ma a quale prezzo?, se davvero ero riuscito ad spezzarlo, ero rimasto solo, e sarei morto solo, vecchio e solo dentro un cimitero che sarebbe stata anche la mia tomba.
Sono passati più di dieci anni, e ormai la maledizione è stata spezzata,mi rendo conto solo ora, che la decisione presa,è stata forse sbagliata, avrei preferito costruirmi una famiglia e vivere con loro, pochi anni ma intensi. Se potessi tornare indietro di certo cambierei le mie decisioni, e fu in quel momento che il demonio mi apparve, proprio come apparve davanti a Lionel Fallen, più un secolo fa.
“Salve Fallen, è un piacere rivedere uno di voi in vita,quasi involontariamente ho ascoltato la tua supplica, sai è in mio potere esaudirla, se tu volessi ovviamente. Potrei darti, tutto, una famiglia, un figlio e la giovinezza per godere di quei frutti. Demonio e cosa vorresti in cambio di tutto questo?, so già che i tuoi servigi non sono “gratuiti” e hanno uno scopo ultimo, Fallen, accetta e non darti beghe di qualcosa che non riguarda la tua persona,per una volta sii egoista, hai sempre vissuto in maniera retta, pensando sempre al bene di tutti e cosa ne hai ottenuto?, niente, sei vecchio e solo, e presto la tua ora arriverà e sarai seppellito in questo cimitero, che oltre alla tua casa è stato anche la tua prigione. Allora che decidi di fare, vuoi tornare indietro ed avere una secondo possibilità oppure vuoi continuare questa vita di stenti e morire tra qualche anno, dimenticato da tutto e tutti, a te ora la scelta, ma sbrigati non ho tempo da perdere”.
Quelle che successe dopo, fu qualcosa di talmente sciocco, che ancora oggi mi domando perché abbia deciso per quella via. Le parole del demonio attecchirono al mio animo come radici in un terreno e accettai la sua proposta. Ed ora eccomi qua, con una moglie gravida, e con la mia giovinezza ritrovata, inutile spiegarvi cosa andava cercando il demonio, con quella proposta, semplicemente il risorgere della maledizione, dopo tutto la nostra famiglia lo avevo intrattenuto e divertito per quasi un secolo, non poteva di certo fare finire tutto, con me…