L’altro giorno parlavo con un’amica del più del meno, quando all’improvviso mi dice che lei per venire a casa mia non ha mica bisogno dell’invito.
A quel punto mi è scattato un flash, e le ho detto che secondo me lei aveva un non so che di Giovanni Rana. Dopo averle detto questa frase, lei ha iniziato a chiedermi che cosa volessi dire, dicendole che aveva un non so che di Giovanni Rana, allora le ho esposto la mia teoria, e raccontato le mie disavventure; e lei di tutta risposta si è messa a ridere, dicendomi che ero alquanto colpito nel farmi quei flash li e che secondo lei il signor Rana non s’invita mica a casa della gente a mangiare.
Da questa conversazione posso solo supporre che non mi abbia creduto… quasi quasi per il suo compleanno gli regalo una confezione di prodotti Giovanni Rana e poi vediamo se avrà ancora da ridere, quando il signor Rana verrà a casa sua auto invitandosi a pranzo.
Non ti rendi conto di quanto un telefilm sia popolare, fin quando non entri nella rete e inizi a trovare migliaia di cyber-utenti che dicono la loro sull’episodio.
Certo a questo punto avrete già capito che parlo di lost. Chi non guarda lost, di questi tempi? Sta di fatto che ogni venerdì chiunque di questi Lost-dipendenti si ritrovi in una stessa stanza, fa scattare magicamente una fatidica domanda: HAI VISTO LOST?. Naturalmente tu lost-dipendente farai bene ad averlo già visto, perché l’altro lost-dipendente vorrà esporti le sue teorie.
Ecco quello che avevo da dire l’ho detto, ovviamente io seguo LOST, e il venerdì mi ritrovo con gente che segue il telefilm e racconto anch’io le mie idee. Ma come ha detto lui, “non ho mai conosciuto nessuno che avesse una teoria tanto buona da esser confermate nel susseguirsi delle stagioni…”
Di certo, di questa gran masse di gente che non hai mai avuto nessuna teoria tanto buona da esser confermate nel susseguirsi delle stagioni, rientriamo anch’io e zobbi.
NAMASTE E BUON LOST
PERTURBAZIONE-QUALCUNO DI DIMENTICA
Qualcuno si dimentica,
oppure teme di esser dimenticato
Così una storia scivola
accortocciando sempre un nuovo passato
E vorrei farne parte anch’io
ma non ricordo dove sono arrivato
Ma soprattutto se era mia
o sono solo un meccanismo inceppato
Nelle vetrine c’è una luce ammaliante che accende ancora qualche parte di me
Perchè nel buio il mio respiro è impaziente
Perchè mi manca sempre un pezzo per essere felice.
Felice
Vorrei scoprirti identica
a quel ritaglio su un giornale stampato
con un sorriso cronico
che non si spenga ad ogni filo di fiato
E tu la pensi proprio come me
ma ti disegni su un diverso tracciato;
per me sei ancora una fotografia
Perchè mi manca sempre un pezzo per essere felice.
Felice
Noi siamo solamente in due
e ci troviamo soli in mezzo a un miliardo
E basta una domenica di sole a non pensare quanto siamo in ritardo
E’ una manciata di giornate di festa
che fanno quello che speriamo di noi
E all’improvviso in mezzo al mio mal di testa,
ho ritrovato il desiderio di essere felice.
Felice
Per ricordare questa giornata.
Non voglio intaccare il dolore della gente,scrivendo qualcosa di ironico, o qualcosa di frivolo.
Quindi fino a mercoledì il mio blog resterà in silenzio.
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| From neoargo |
chi mi fa questo regalo?
(14:05:30) Roberto…: c’è un app per ipod touch
(14:05:34) Roberto…: che si chiama igriffin
(14:05:44) Roberto…: e ti vedi tutti gli ep in italiano
(14:05:48) Roberto…: c’è pure ihouse
(14:05:51) Roberto…: e ifuturama
(14:26:37) Tobi// a quanto pare mi dovrebbe arrivare Wired…:…….
Avvolte ( A volte) ho come la sensazione che ci sia rimasto APPARTE ( a parte ) tutto
L’altro giorno, mentre girovagavo per la rete, mi è caduto l’occhio su un titolo, X-Men Origins: Wolverine.
Non seguendo in maniera costate la campagna pubblicitaria dei vari film non sono rimasto particolarmente colpito dal fatto in se;anzi pensavo che fosse una qualche copia presa dal cinema stesso, come avviene ormai da qualche decennio a questa parte.
Bene, mai errore mio fu più grande, infatti leggendo questo articolo, sono rimasto sorpreso da scoprire che le versione che girava sui canali p2p fosse una versione “pirata” del dvd del film.
Ovviamente la fox non ha perso tempo,ed è andata a denuncia l’intero accaduto a chi di dovere.
Intanto, da quello che si dice in giro, questo evento non ha intaccato per niente la volontà dei fans di andare a vedere il suddetto film al cinema.
Per il resto, come si dice in questi casi? Chi vivrà vedrà, e allora vi do l’arrivederci sempre su queste pagine a quando il film sarà nelle sale di mezzo mondo…
Tornando a parlare di… Ponyo.. vi riporto questa lettera...
Riporto quanto scritto da Gualtiero Cannarsi, direttore del doppiaggio di alcuni film di Miyazaki, in questo momento per esempio di “Ponyo Sulla Scogliera”.
Lettera aperta all’appassionato d’animazione giapponese
Caro amico,
come probabilmente già saprai, questo fine settimana vede l’uscita nelle sale cinematografiche italiane del film ‘Ponyo sulla Scogliera’, ovvero la versione italiana di ‘Gake no Ue no Ponyo’, l’ultimo film dello Studio Ghibli firmato da Miyazaki Hayao.
Più che parlare del valore della pellicola, cosa per cui ci saranno di certo tempo e spazi futuri, vorrei ora provare a farti riflettere su una questione ben più urgente.
Ovvero: questa uscita cinematografica rappresenta un’occasione unica non solo per ‘Miyazaki in Italia’, non solo per lo ‘Studio Ghibli in Italia’, ma per la salute di tutto il settore dell’animazione giapponese in Italia.
Perché?
E’ molto semplice. Sin dalla ‘seconda invasione’ di anime (e manga) nel nostro paese, ovvero quella avvenuta all’inizio degli anni novanta, non si è mai riusciti a fondare in Italia un reale zoccolo di cultura di settore. Questo significa che, dai novanta a oggi, i manga e gli anime hanno avuto un loro piccolo ‘boom di nicchia’, che ha provato a espandersi commercialmente, fallendo nel diventare mainstream, e ora siamo agli sgoccioli. Questo proprio perché non si è mai pensato, né si è mai riusciti, a fondare in Italia un’onesta cultura di settore. Quindi la nicchia è stata prosciugata, e ora è in secca.
Ho personalmente vissuto tutte queste fasi sia da appassionato che da addetto ai lavori, perché c’ero personalmente, in prima linea, nel corso di tutta questa evoluzione. E non è nulla di originale. Così capita nei mercati di nicchia quando non fondando realmente nulla di subculturale, si cerca a un dato momento di spaccare la nicchia per mera ragione economica: non funziona.
E’ evidente che manga e anime non saranno mai moduli espressivi realmente di massa in Italia, e non credo lo si dovrebbe neppure auspicare. Tuttavia, senza fondare una solida base culturale anche di un settore ‘medio piccolo’, la sua nicchia muore, muore commercialmente perché non riesce né a mantenersi, né soprattutto a rinnovarsi.
Tuttavia, fondare una cultura di settore è la cosa più difficile, perché richiede due elementi che difficilmente si associano: l’intento culturalizzante/artistico E un serio e oculato investimento di risorse economiche.
Ed eccoci giunti al punto: perché l’uscita di ‘Ponyo sulla Scogliera’ rappresenta un’occasione reale, e perché altre uscite non erano altrettante occasioni?
E’ presto detto. Da un lato, un’uscita artisticamente impeccabile, ma economicamente misera, non muove nulla. Non vi è un investimento serio, e quindi neppure la visibilità mediatica reale del prodotto è tale da raggiungere nuovi fruitori. All’opposto, anche la diffusione commercialmente sovraesposta di un prodotto di gran visibilità, ma tuttavia non culturalmente rispettoso della sua eredità culturale originale, non crea nulla, perché non comunica nulla di vero al pubblico.
Uscite cinematografiche come quelle di ‘Ken’ o ‘Lupin’, quindi, non significano nulla. Sono solo delle operazioni di ‘passa alla cassa’, fatte per spremere i residui nostalgici di personaggi già noti e amati. Lavori realizzati col minimo investimento possibile per massimizzare il guadagno al più possibile. Prendi i soldi e scappa. Taglia e brucia.
Uscite invisibili apparse sull’onda di distribuzioni straniere, come quelle dei film di Kon Satoshi (‘Tokyo Godfathers’, ‘Paprika’) non significano evidentemente nulla.
Il mercato dell’home-video è ormai pressoché esploso, vive di sola grande distribuzione ‘squarciata’, ovvero di merchandise a basso costo da edicola o cestone di centro commerciale.
Questa è l’attuale situazione dell’animazione giapponese in Italia.
In questa situazione, ‘Ponyo sulla Scogliera’, un film inedito, esce al cinema in Italia in duecento copie. Per intenderci, sono più copie di quelle di ‘The Millionaire’, il campione degli Oscar di quest’anno. Non solo. Esce in duecento copie con una localizzazione italiana fedele all’originale, dove il bambino protagonista, un bambino giapponese, viene chiamato ‘Sosukechan’, dove si parla -con naturalezza e normalità- di Dea Kannon e di Urashima Taro, perché è un film giapponese ambientato in Giappone. Ed è un film per bambini, ovvero i soggetti ideali per il fondamento di una nuova cultura.
Oltre alle duecento copie, c’è la serietà di un distributore, la Lucky Red, che ha investito grandemente e intelligentemente su questo film. E’ innanzitutto il terzo film Ghibli che distribuisce, sempre con serietà. Presentato a Venezia, con l’autore giunto in Italia. Ottenendo grande riscontro di critica, cosa che si è rispecchiata in tutta la stampa nazionale, dai giornali quotidiani, alle riviste di settore, ai telegiornali più in vista. Molte iniziative pubblicitarie sono state varate a latere dell’uscita del film: un concorso sul sito Lucky Red, uno sul sito Cartoon Network, uno sul sito di Nanoda.
Molto, molto lavoro è stato profuso SIA dal punto di vista commerciale, SIA dal punto di vista artistico e culturale, intorno a ‘Ponyo sulla Scogliera’.
Per questo è un’occasione unica.
E per questo credo che proprio in questo momento, chi si vuole chiamare “un appassionato di animazione giapponese” dovrebbe saper premiare tanto sforzo e tanta cultura profusa dalla Lucky Red in questo settore che noi diciamo di amare.
Il modo per farlo è, chiaramente, andare al cinema e portare amici e parenti al cinema, spingerli al cinema a vedere quello che è un magnifico film, il film dell’autore di animazione giapponese che -anche e soprattutto e innanzitutto in giapponese- è a giusto titolo ritenuto il simbolo e l’erede della tradizione animatoria nipponica.
Soprattutto quando Lucky Red ha già dichiarato la sua intenzione a distribuire l’intero catalogo dei film di Miyazaki bei CINEMA italiani, e di distribuirli nella totale fedeltà artistica e culturale agli originali, questa è un’occasione irripetibile, venutasi a creare per una serie tanto lunga di coincidenze tanto fortuite che sarebbe persino noioso stare qui a elencarle.
Ma è forse la rara, unica occasione di fondare una onesta, modesta ma VERA cultura dell’animazione giapponese in Italia, e spero solo di essere riuscito a comunicare questo obiettivo dato in tutta la sua poderosa e onesta realtà.
Perché ho scritto questa lettera aperta non da addetto ai lavori, ma da appassionato di animazione giapponese, proprio come il suo ideale ricevente. Sono personalmente coinvolto nella realizzazione dell’edizione italiana di ‘Ponyo sulla Scogliera’, ma non sono un dipendente della Lucky Red. Non trarrò alcun beneficio economico dall’eventuale successo di ‘Ponyo sulla Scogliera’, e siccome per deontologia professionale io lavoro sempre alla paga minima sindacale del settore (doppiaggio), nulla cambierà nella mia sfera economica personale. Scrivere questo è per me umiliante (è sempre umiliante parlare di denaro quando si ha in mente l’arte), ma mi preme davvero che l’onestà di questo scritto sia palese anche al lettore più diffidente, quindi non esiste ora per me neppure nessuno orgoglio, nessuna dignità. C’è qualcosa di più importante di me, ed è esattamente l’occasione di cui ho parlato.
Sono quindici e più anni che opero in questo settore, e da più di una decade lamento la mancanza di una cultura specifica di questo settore. Nessuno ha mai realmente investito nulla per crearla. Le fiere sono sempre state sterili o quasi. Tutti gli agenti del settore o erano chiusi in una nicchia, o speravano in una gallina dalle uova d’oro che non è mai esista, e tutti gli sforzi miei e di pochi altri appassionati professionali si sono sempre persi così, in questa ineluttabile mancanza.
Siccome ora potrebbe, forse per la prima volta, essere diverso, io spero davvero che chi ama ritenersi un appassionato di animazione giapponese in Italia sappia sentire la semplice responsabilità anche solo della propria passione.
Spero che questa lettera sia stata letta e non fraintesa.
Spero che questa occasione non sfumi nella tipica abulia del sedicente appassionato italiano.
Amichevolmente,
l’appassionato di animazione giapponese Gualtiero Cannarsi,
noto ad alcuni anche come ‘Shito’.
Che poi significa apostolo
Cannarsi stesso invita, chi condividesse questo scritto, a farlo circolare con l’unica richiesta di non alterazione del testo.
(Fonte: Studioghibli.org,studioghibliessential.it)
Ponyo sulla scogliera
Ponyo, Ponyo, Ponyo, pesciolina tu
dal mare tutto azzurro, sei giunta fin quassù!
Ponyo, Ponyo, Ponyo, sofficiosa sei
pancino tondo tondo, bambina tu!
Corro fin là…hop-hop, più su…
che bello aver le gambe, provo a trottar!
Stringo di più…faccio ciao-ciao…
che bello aver le mani, provo a strizzar
Se con quel bimbo saltelli, anche il tuo animo danza…
Boccheggiamo e bacio! Boccheggiamo e abbraccio!
Quel bimbo tu l’adori si! Tutta rossa..