-(…)non mi resta che una possibilità: munirmi di stracci e tappare con essi tutte le fessure della mia camera da letto!
-Cosa intende dire, messere? – si meravigliò Margherita, udite queste parole invero incomprensibili.
(…)
- Parlo della misericordia – si spiegà Woland, senza staccare da Margherita l’occhio di fuoco – Talvolta del tutto inaspettatamente e a tradimento essa s’infila nelle più anguste fessure. Ecco perchè parlo di stracci.

Il Maestro e Margherita è un romanzo complesso, articolato in diversi strati. E’ un’opera che per certi versi definirei sarcastica e maliziosa, verso una burocrazia russa che viene dipinta come corrotta e inadempiente ai propri doveri civici.
Una miriade di personaggi giostrati con un gioco a incastri eccezionale, e orchestrati alla perfezione da un Bulgakov ammaliatore che ci trasporta in una rocambolesca avventura, dove fra tragicomiche sventure di piccoli funzionari e mediocri burocrati della vita e dell’arte, fa da contrappunto la storia d’amore tra uno scrittore, il maestro appunto, e Margherita, la sua inquieta e tenera amante.
Un romanzo da leggere per l’irriverenza che ne fa da padrona, a volte poco scorrevole per esser onesto, ma con una forza d’impeto che ti fa divorare le ultime cento pagine in maniera quasi ipnotica, o semplicemente perché i personaggi ti sono entrati talmente tanto dentro, da ipnotizzarti con le loro avventure. Un libro che vi consiglio e che non vi deluderà per nulla.