Archive for September, 2009


la vita è ….

Sep 30, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: What

A 8 anni la vita è una meraviglia
A 18 anni la vita è un’ingiustizia
A 28 anni la vita è…. Chissà come sarà a 28….ci penserà il Roberto del futuro

Nelle scorse puntate…..

Ero alla stazione dei treni, quanto sento il primo annuncio:
il treno diretto per Castelvetrano delle 14.35 è stato soppresso, ci scusiamo per il disagio.
Ero sempre alla stazione dei treni , quando sento il secondo annuncio:
Il treno diretto per Palermo Centrale delle 14.30 è stato soppresso, ci scusiamo per il disagio.
Ero ancora alla stazione dei treni, quando sento il terzo annuncio:
Il treno diretto per punta raisi delle 14.14 è stato soppresso, ci scusiamo per il disagio
Ero seduto alla stazione dei treni, quando sento il quarto annuncio:
Il treno diretto per punta raisi delle 14.45 è stato soppresso, ci scusiamo per il disagio
Ero incazzato alla stazione dei treni, quando sento il quinto annuncio:
Il treno diretto per punta raisi delle 15.15 è stato soppresso, ci scusiamo per il disagio

Non ero più alla stazione dei treni quando non ho sentito il sesto annuncio:
Il treno diretto per punta raisi delle 15.45 è stato soppresso, ci scusiamo per il disagio…..

Niente di nuovo sul fronte occidentale.

Sep 27, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: What

Che vi posso dire?:
Sono stato poco bene nel Week-end;
Sono in pari con la trasmissione di Supernatural, arrivando alla S05E03;
Ho finito Noi, di R. Mason;
Ho iniziato  Oceano Mare di Barrico;
Ho iniziato la nuova stagione di How I Met Your Mother;
Ho iniziato la nuova stagione di Grey’s Anatomy;
Ho studiato il primo capitolo di Routing
.

Per il resto tutto tace….

una vita da mediano #09

Sep 24, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Quello che non c'è

Le giornata in queste settimane, sembrano non finire mai. I treni continuano a passare ad orari improponibili, saltando a volte corse essenziali per il mio ritmo.
La mattina quando riesco ad arrivare puntuale – cosa che oggi non è successa – mi accorgo sempre che non sono l’unico ad arrivare dopo le 8.30, anzi nel mio ritardo, sono puntuale al ritardo programmato, mi sembra di rivivere un vecchio schetch di ficcara e picone, in cui appunto quest ultimo arriva in anticipo sul ritardo programmato da Ficcara, che appunto per giustificare il suo ritardo nello scendere, gli dice che la colpa era sua, perché era arrivato in anticipo sul ritardo programmato; lo stesso io.
Fortunatamente prima delle 9.00 non iniziamo mai a far lezione, altrimenti sarei costretto ad arrivare puntuale, il che mi porterebbe a dover prendere il treno delle 7.40,ma questa è un altra storia.
Vorrei solo capire, come vestirmi la mattina. Visto che qua nel profondo sud il tempo è abbastanza ballerino, due giorni di pioggia e due giorni a 26°. Per quello che mi riguarda, io sono già in modalità inverno. Felpa e Cappuccio e via ad affrontare la città.

Telefilm 2009-2010

Sep 23, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: What

Iniziando l’autunno iniziano di nuovo tutte le nuove premiere delle serie tv, lasciate in  sospeso agli inizi dell’estate.
Ritroverò vecchi personaggi lasciati in situazioni abbastanza complesse, altri che devono combattere con la perdita dei propri cari, altri alle prese misteri e strani nuovi mondi. Insomma un panorama intenso e ricco. Ci saranno lieti ritorni, e ritorni nuovamente lieti, e anche qualche new-entry.
Adesso proverò a stilare un elenco di tutte quelle che seguo, rigorosamente sub-ita.

  • Chuck S03
  • Dexter S04
  • Fringe S02
  • Flash Forward S01
  • Gary Unmarried S02
  • Gray’s Anatomy S06
  • Heroes S04
  • House S06
  • How I Met Your Mother S05
  • Lost S06
  • Supernatural S05
  • Scrubs S09
  • The Big Bang Theory S03

Vinicio Capossela-Nella Pioggia

Sep 22, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Canzoni che si ricordano

La mia città invasa dalla pioggia. Una città non omologata per essa. Tra tutto e tutti esce fuori questa canzone, che più o meno rasenta alla perfezione le mie mattinate in questo periodo.

Vinicio Capossela-Nella Pioggia

Sulla pe
sulla pe
sulla pelle e su noi
cadono perle stasera
le insegne dipingono amanti
dai vetri rigati al vapore

nella pio
nella pio
nella pioggia che c’è
i cani non trovan padroni
e suona l’orchestra a gettoni
e i cinesi non chiudono mai

nascosti nella sera
partono treni a ogni ora
partono ma
non partiamo noi
è un disco d’inchiostro e di cera
la strada
e i solchi li suonan le suola

camminando, camminando
cade la pioggia..
la pianola, la pianola
spazza la sera
gli ombrelli sbocciano agli angoli

nella pio
nella pio
nella pioggia che c’è
le rose non seguono i guanti
ritornano a mazzi ambulanti
dov’è che dormono i tram

questa pio
questa pio
questa pioggia è per noi
e brilla di ferro e binari
ritaglian le stoffe e le ore
le lancette dei grandi orologi

nascosti nella sera
partono treni a ogni ora
partono ma
non partiamo noi
gli ombrelli sbocciano agli angoli
e appesi
voliamo anche noi

gira, gira
gira la pioggia
la pianola, la pianola
spazza la sera
piccolo piccolo è il cielo
e grande
più per noi

palermo nella pioggia

Sep 21, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Quello che non c'è

Guarda come piove…..

ho rischiato la vita.. per farvi avere questo piccolo reportage della palermo che conta… da notare i tombini completamente allagati, le macchina che marciavano  nella corsia dell’autobus. Insomma.. non penso che siamo una città pronta per la pioggia. Si dovrebbe fare un corso a scuola. IN CASO DI PIOGGIA COME CPMPORTARSI.

CORVO TORVO-CAPOSSELA

Sep 20, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Canzoni che si ricordano

Una di quelle canzoni, che per un motivo molto spassoso, mi ha perseguitato per mesi.

CORVO TORVO-CAPOSSELA

Corvo torvo seduto sopra il bordo
all’erta in guardia tra gerani e trasmissioni
aggrappato tra la luna e la luce che consuma
spia dal lucernario il quadro obliquo dell’orario

Corvo ingordo abituato alla camelie
al profumo dei cassetti, al riflesso degli specchi
stringe in mezzo al becco la cornetta che lei stacca
mentre Billie non la smette di cantare ”Man I love”

Giro sottocasa nel quartiere
corteggio i muri a fianco del cortile
e non m’incanto di salire
non salirò stasera e non mi importa
che c’è dietro la porta

Come un corvo tra ragazze di quartiere
che non hanno niente da arrivarti nelle vene
fai una mossa e volan via
mentre strisciano sui piedi
ti salutano e lo vedi
che non basteranno più

Corvo torvo aggrappato sotto il tetto
gonfio tronfio a dispetto sopra il letto
luce di candela trema sul fondo della sera
tremano le ombre come un ragno che si fonde
gracchia sul rumore del suo gemito che muore
gracchia lui che vede
a cosa cede quando crede.

Stà scoppiando in strada il carnevale
coriandoli e girandole a saltare
e stelle filanti, sopra tutti quanti
girano le maschere e m’abbracciano d’amore
Lucifero non smette di saltare
Linee d’ombre e segni tra l’azzurra biancheria
persi nelle pieghe di chi è già scappato via
il corvo non lo dice ma già sa che già io lo so
come lei lo vede quando cede, quando crede

Corvo torvo seduto sopra il bordo
occhio non vedere, paura non avere
un’altra notte da bruciare sul suo gemito che muore
ma sarò io a ritornare, menti ancora per favore…

Autostop con Buddha: Viaggio attraverso il Giappone

Sep 19, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Letture

Capo Sata è dove finisce il Giappone. Se si voltano le spalle al mare e si guarda verso nord,ci si trova con l’intero Giappone sospeso come una spada. È un territorio vulcanico,lungo e stretto: uno stato insulare che si protende – senza mai arrivare a toccarli – verso i suoi vicini. È una terra che ispira metafore. L’hanno paragonata a una cipolla: uno strato dopo l’altro a ricoprire… il nulla. Qualcuno l’ha definita un labirinto,una fortezza, un giardino. Una prigione. Un paradiso. Ma per alcuni il Giappone non è niente di tutto questo.
Per qualcuno, il Giappone è una via da percorrere. E Capo Sata è là dove la via finisce “

Quando penso al Giappone, mi sale un pensiero fisso. “un giorno, io andrò a visitarlo”. Aspettando quel giorno, e anche le finanze, ho avuto un piccolo assaggio di quello che troverò, leggendo Autostop con Buddha.
Il libro scritto da Will Ferguson, non è altro che il resoconto del vero viaggio intrapreso dall’autore quando si trovava per lavoro nel paese del Sol Levante. Iniziato quasi per scherzo, per una scommessa fatta tra colleghi, inizia questo strano viaggio in autostop attraverso il Giappone, osservando rigorosamente un percorso che lo porterà da un capo al altro dell’isola attraverso la fioritura dei Sakura.
Lo spunto narrativo principale è offerto dai personaggi incontrati facendo l’autostop grazie a quai l’autore riesce a “dipingere” un quadro realistico,lasciandoci in eredità un ritratto del popolo Giapponese davvero allettante.
Un viaggio di un esperienza fatta d’incontri, di persone di caratteri indimenticabili. L’autore mostra una speciale maestria nella rappresentazione dei tratti psicologici oltre che nella descrizione suggestiva a attenta dei paesaggi e degli stili di vita, Raramente la letteratura di viaggio ha saputo entrare così nel profondo e con tanta garbata e partecipe ironia nell’intimo delle persone. Qui, infatti, non ci sono solo scenari, cronache, macro-storie. Will Ferguson è anche un esploratore di interni,un geografo della quotidianità e, in questo particolare modo di rievocare il suo viaggio, rivela ancora una volta la sua grande vena di affabulatore.
Un libro fondamentale per chi vorrebbe visitare il Giappone, o semplicemente confrontare tutte quella nozioni che si conoscono su questo bellissimo paese.
Ferguson, riesce a regalarci qualcosa di estrema bellezza con un pizzico d’ironia e gang spassose. Un libro da leggere per chi ama il Giappone, ma anche per chi per la prima volta, magari con ostio si affaccia alla scoperta di questo paese.

una vita da mediano #08

Sep 18, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Quello che non c'è

Arrivare presto, correre alla stazione dei treni per prenderlo in orario, arrivare a destinazione aspettare la navetta che ti porta davanti all’edificio in cui passerai sei ore.Finire la giornata, ricominciare a correre per prendere il treno che ti riporta a casa. Aspettare quel maledetto  treno che nove volte su dieci ritarderà.
Casa vuota, un pranzo al sacco e tanta stanchezza in corpo da voler dormire tutto il pomeriggio. Un telefilm per occupare il primo pomeriggio, almeno fino alle cinque. Scappi da casa per prendere l’ennesimo treno, direzione Negozio.
Negozio meta degli ultimi quindici anni. Si presenta sempre come valida alternativa al tedio della casa. Il cane ti accoglie come se non  ti vedesse da tempo immemore, con feste, leccate di faccia e qualche morso di cui cicatrice sarà valutata il giorno dopo. Inizio con appendere gli abiti,consegnare pacchi, comprare sigarette e portare il cane a passeggio.
Si chiude alle otto e poco più, la casa tanto agonista  si scorge all’orizzonte e non puoi fare a meno di provare un misto di angoscia e tranquillità.Il tempo di una chiacchierata e si parte per la cena, per poi finire nella classica serata tra telefilm e discussioni su one piece con il mio socio.

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