Archive for November, 2009


un pugno di libri

Nov 30, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: What

Fino ad ora hai terminato 42 libri quest’anno, totalizzando 12796 pagine….

Verso fine Dicembre, vi farò un breve panoramica dei titoli che ho letto nel 2009, spero di arrivare a 45. Tempo e impegni permettendo.

Il libero arbitrio esiste quando sei nel tuo tempo presente

Nov 29, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Letture

[..]Il libero arbitrio esiste quando sei nel tuo tempo presente. Dice che nel passato possiamo soltanto fare quello che abbiamo fatto e possiamo esserci soltanto perché ci siamo già stati.
<<Ma il mio presente è qualsiasi momento in cui mi trovo non dovrei essere in grado di decidere…>>
<<No a quanto pare non è così.>>
<<Che cos’ha detto del futuro?>>
<<Bé, pensaci. Vai nel futuro, fai qualcosa, torni indietro nel presente. Poi quella che hai fatto diventa parte del tuo passato.Quindi anche questo è inevitabile.>> [..]

(La Moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo pag. 65)

un congegno che si spegne

Nov 28, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: What

Una settimana devota all’ozio più totale, fornita da un fine corso e un inizio stage che tardivamente arriverà la settimana prossima. Si legge finalmente un bel libro ormai ha meta, si esce il venerdì e si ride come non si rideva da tempo. Mentre oggi voglio proprio vedere la nuova Mondadori che ha aperto a Palermo. Per il resto mi rendo conto che la mattina insieme alla colazione mi dovrebbero dare anche un episodio di un telefilm da vedermi, perché vi giuro senza qualcosa da vedere non carburo per niente.

Mininova: The ultimate BitTorent source!

Nov 27, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Internet

Today is an important day in the history of Mininova. From now on, we are limiting Mininova.org to our Content Distribution service. By doing so, we comply with the ruling of the Court of Utrecht of last August.

Unfortunately the court ruling leaves us no other option than to take our platform offline, except for the Content Distribution service. According to the verdict (Dutch link) we have to prevent uploads of torrents to Mininova that refer to certain titles or to similar-looking titles. We’ve been testing some filtering systems the last couple of months, but we found that it’s neither technically nor operationally possible to implement a 100% working filter system. Therefore, we decided that the only option is to limit Mininova to Content Distribution torrents from now on. We are still considering an appeal at this moment.

We launched our Content Distribution service in 2007. This service allows producers and artists to easily publish and distribute their content for free through Mininova. The launch of Content Distribution has proven to be a success. Countless content owners have used Content Distribution to distribute their content (e.g. albums and documentaries) for free to millions of users. For example, the Dutch band Silence is Sexy released their complete album on Mininova and received the Interactive Award 2009 for doing so. The Dutch television broadcaster VPRO decided to start using Content Distribution in 2009 in order to distribute documentaries.

We would like to thank you for your support. Especially everyone that contributed to Mininova receives a big “thank you!” for the effort! We hope to keep welcoming you on Mininova and our other projects (e.g. Snotr, Dispostable). Mininova


In poche parola da oggi mininova non avrà un ruolo nel file shiring di video, musica o altro protetto da copyright, ma aprirà le sue porte a tutti coloro che vorranno fare conoscere i loro prodotti in tutto mondo del web.
Complimenti a mininova e la ringrazio per tutti gli anni di onorato servizio. Credo che per molti sia stato un punto di riferimento nel filsharing quotidiano.

Leggi tutti i russi, e quando hai finito rileggili

Nov 26, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Letture

Fin da bambino aveva l’abitudine di leggere camminando, sempre con un libro in mano sulla strada di scuola, passando da una stanza all’altra nella casa paterna ad Alipore, su e giù per tre piani di scale di argilla rossa. Senza scomporsi. Senza distrarsi. Senza inciampare. Da ragazzo aveva letto tutto Dickens. Leggeva anche scrittori più recenti, Graham Greene e Somerset Maugham, comprati al suo banchetto preferito in College Street con le mance dei pujo. Ma i suoi prediletti erano i russi. Il nonno paterno, ex professore di letteratura europea all’università di Calcutta, glieli leggeva ad alta voce in traduzione inglese quando era piccolo. Ogni giorno, all’ora del tè, mentre fratelli e sorelle giocavano a kabadi e a cricket fuori, andava in camera di suo nonno, e per un’ora il nonno leggeva sdraiato sul letto, con le caviglie incrociate, il libro appoggiato sul petto, e Ashoke raggomitolato accanto. In quell’ora Ashoke era sordo e cieco al mondo circostante. Non sentiva i fratelli e le sorelle ridere sul terrazzo, non vedeva la stanza angusta, ingombra e polverosa dove il nonno leggeva. “Leggi tutti i russi, e quando hai finito rileggili” aveva detto il nonno. “Non ti tradiranno mai”. Quando ebbe imparato l’inglese a sufficienza, cominciò a leggerli per conto suo. Era stato camminando lungo le strade più rumorose, più trafficate del mondo, Chowringhee Road, Gariahat Road, che aveva letto pagine dei Fratelli Karamazo, Anna Karenina e Padri e figli. Una volta un cugino più piccolo, cercando di imitarlo, era caduto dalle scale di argilla spaccandosi un braccio. La madre di Ashoke era convinta da sempre che suo figlio maggiore sarebbe finito sotto un autobus o sotto un tram, con il naso immerso in Guerra e pace. Che sarebbe morto con un libro in mano.

(L’Omonimo di Jhumpa Lahiri pag 25)

Non è facile guardare in faccia la trasformazione

Nov 25, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Pensieri Sparsi

Ho letto da qualche parte che è difficile scrivere un libro sul piacere di leggere, e non posso che essere d’accordo. Questa frase mi ha fatto ricordare un libro che lessi qualche tempo fa, proprio in questo periodo. Era un libro di Calvino che si chiama “Se una notte d’inverno un viaggiatore” -libro che tra l’altro mi ha ispirato una seria di racconti che ho pubblicato da questi parti qualche tempo fa – il romanzo è uno stupendo esempio di quella frase. Quel libro parlava di un tizio di cui l’autore non cita il nome, che per tutto il romanzo cerca di leggere l’ultimo libro di Calvino, ma che per una serie di vicissitudini non vi riesce, e si ritrova sempre a leggere l’inizio di un libro completamente diverso. Cosi l’autore ci racconta un libro composto di dieci inizi di possibili romanzi. Io personalmente quel libro l’ho adorato e mi piacerebbe leggere qualcos’altro di questo genere.

L’omonimo

Nov 24, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Letture

Perché essere stranieri, comincia a realizzare Ashima, è come una gravidanza che dura tutta la vita – un’attesa perenne, un fardello costante, una sensazione persistente di anomalia. E’ una responsabilità ininterrotta, una parentesi aperta in quella che era stata la vita normale, solo per scoprire che la vita precedente si è dissolta, sostituita da qualcosa di più complicato e impegnativo. Come la gravidanza, essere stranieri, pensa Ashima, stimola la curiosità degli estranei, la stessa mescolanza di rispetto e compassione.

L’omonimo è un libro che mi ha colpito molto. L’intensità dei personaggi, la storia di una famiglia d’emigrati, che si trovano in un paese completamente diverso dal loro, costretti vuoi o non vuoi a provare ad integrarsi se non per loro, per i loro figli cresciuti in pieno stile americano.
Anche se la storia è quasi una sagra familiare, il vero protagonista è appunto uno dei due figli della famiglia Ganguli. Gogol. Nome altisonante quanto disprezzato da Gogol, che non riesce a capire perché i propri genitori gli hanno scelto un nome così diverso e complesso. Questo fatto rappresenterà l’intera trama portante del libro. Una persona in conflitto con se stessa, un nome che non lo rappresenta per niente. Ma dietro al suo nome c’è una storia dietro, che fino ai suoi diciotto’anni nessuno gli ha mai raccontato.
Ashoke Ganguli, una notte d’ottobre, in India, vede la morte quando il treno deraglia, i vagoni si accartocciano in un lampo. Lo salva il racconto che sta leggendo nell’attimo dell’incidente: Gogol, Il cappotto. Al lume della lanterna, qualcuno scorge le pagine del libro sparse per i campi: il giovane che ne solleva, con le ultime forze, qualche foglio è ancora vivo. Grato allo scrittore russo, sette anni più tardi, in America, Ashoke Ganguli decide di chiamare Gogol il primogenito appena nato.
Il tempo passa  e un giorno Gogol decide di cambiare nome, creandosi una nuova identità, lasciando indietro tutto e tutti quelli che lo conoscevano come Gogol, inizia una nuova vita come Nikhail. Almeno fino al giorno in cui qualcosa lo farà riavvicinare alla propria famiglia, facendolo tornare sui propri passi.
Con una scrittura leggera e una narrazione lenta che permette, di assaporare i personaggi al pieno con la calma delle pagine, la scrittrice J. Lahiri ci porta dentro una storia in cui emergono tutto il dolore e le difficoltà di una famiglia di emigrati, in bilico tra tradizione e integralismo.

Fine Primo Tempo

Nov 22, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: What

Eppure Arrivare presto, correre alla stazione dei treni per prenderlo in orario, arrivare a destinazione aspettare la navetta che ti porta davanti all’edificio in cui passerai sei ore.Finire la giornata, ricominciare a correre per prendere il treno che ti riporta a casa. Aspettare quel maledetto  treno che nove volte su dieci ritarderà, mi mancherà davvero tanto….

buon compleanno zobbi

Nov 21, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: What

Saranno cinque anni circa che ci conosciamo. La storia di come abbiamo iniziato questo lungo cammino spirituale è nota al mondo, o almeno a noi due, quindi trascuriamo il fatto che ti abbia offerto un panino che non c’era messo.
La cosa che più associo alla nostra amicizia, sono i nostri strambi progetti, che nella maggior parte dei casi non riesce. Ecco io di questo voglio parlare o meglio elencare tutti quelli che ricordo.

Aprire un canale irc di filesharing

Encodare i sottotitoli degli anime nelle raw

Collaborare ad un gruppo di fansub

Montare un amv

Ricreare la sigla dei cavalieri dello zodiaco in alta qualità

Mettere ubuntu dappertutto.

Montare un pc ex novo

Il 360

La partita di 500 perfetta

La fine di lost

Montare il pc alla televisione

Creare un chan tutto nostro

Creare un server nostro

Aprire un blog

Creare una radio in streming

Che dici? Ah dimenticavo Buon compleanno!!

L’undicesima ora

Nov 20, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Quello che non c'è

Nel corso dei secoli, l’uomo ha sempre vissuto in equilibrio con la natura e l’ecosistema della terra. Ha sempre preso il necessario e restituito quello che consumava, il giusto per sopravvivere nelle varie ere. Almeno questo era quello che fino al 1800 succedeva. Un secolo sublime per molti, un secondo illuminismo per certi versi, il mondo si sveglia, la gente allarga le proprie veduta e inizia l’era dell’industrializzazione. Si vive meglio, si cresce in maniera esponenziale, il tasso di mortalità si abbassa notevolmente..
Il prezzo di questo benessere, però non viene mai menzionato, né descritto nei libri, certo molti diranno che la storia è scritta dai vincitori, ma sono consapevole che in questo discorso di vincitori non ce ne siano. È un po’ più complicato da spiegare, i termini perdere e vincere sono troppo generici e hanno significati molto ampi. Da un lato è vero, la vita è migliorata, la gente riesce a vivere fino ad età impensabili fino a qualche anno fa. Abbiamo l’agio, una sanità sempre all’avanguardia, e mezzi per fare qualunque cosa, ma dall’altro lato tutto questo sviluppo produce ritmi insostenibili per il nostro pianeta producendo uno squilibrio ambientale mai visto prima d’ora.
Ed è in questo contesto che possiamo catalogare un documentario girato da Di Caprio. L’undicesima ora. Con uno sguardo imparziale e maturo Di Caprio ci mostra un pianeta devastato dal continuo avanzare dello sviluppo, lanciando in contemporanea un’allarmante messaggio a tutto il mondo.
Di Caprio ci fa immedesimare nei panni del nostro pianeta e a volte quando il film scorre sugli schermi, sembra sentire la voce della terra stessa dire: “Ehi Per favore, smettetela di ferirmi, anch’io sanguino e mi ammalo per favore finitela”
Questa voce, purtroppo viene udita in pochi, gente che non ha il potere di cambiare le sorti dell’umana stirpe. Siamo noi i primi che dovremmo fare qualcosa, alzare la voce, mettere su un polverone talmente alto da far scattare il dubbio nelle persone che contano.
Ma siamo talmente abituati a considerare tutto come eterno che non ci rendiamo conto di cosa stiamo andando in contro.
Di Caprio mostra riportando moltissimi dati lo sviluppo della popolazione umana, e le conseguenze che ne porta.
Per certi versi il film in se, mostra uno sguardo velato di tristezza e angoscia, per poi nel finale lanciare un messaggio di speranza. Siamo ancora in tempo per fermarci e riprendere le redini del nostro destino, trovando una strada diversa da quella che stiamo prendendo in questo momento. Se non troviamo al più presto un modo per cambiare, i nostri figli pagheranno un prezzo altissimo per il nostro benessere.

Concludendo l’undicesima ora ha al centro del discorso le sorti del nostro pianeta: affidandosi al parere di personalità quali Mikhail Gorbachev, Stephen Hawking, R. James Woolsey ex capo della CIA, oltre che di numerosi esperti impegnati nel campo dello sviluppo sostenibile, L’undicesima ora mostra le cause, profondamente radicate nel nostro stile di vita, dell’attuale situazione ambientale. Il film non si limita ad illustrarci i problemi del nostro ecosistema, ma propone le possibili soluzioni necessarie perché non si arrivi ad un punto di non ritorno.

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