Archive for December, 2009


Non ho voglia e il tempo per scrivere 365 giorni di vita. Anche perché ci sarebbero tante cose da raccontare e da scrivere che mi sono successe nel 2009; ma se andate a controllare il mio blog, di certo troverete di cosa cibarvi.
A questo punto non mi restano molte cose da dirvi.
Su tutte ancora una volta non sono riuscito ad arrivare alla fatidica cifra di cinquanta libri in un anno. Mi sono fermato alla soglia dei quarantasei. Che se non sbaglio sono sei in più dell’anno precedente. Analizzando la questione da un altro punto vista diciamo che posso esser soddisfatto.
Questo 2009 per certi versi è stato un anno di tristezze, di addii e d’infinite possibilità. Ho salutato tre amici che conosco da una vita, che partivano per mete europee per lavorare come croupier in vari casinò. Alcuni li ho rivisti recentemente per la festa del Natale, altri mi sono sfuggiti di mano, altri ancora aspetto che scendano per salutarli.
Ho conosciuto diverse persone, risanato alcuni legami, allentati altri e scoperto che in fin dei conti si possa fare a meno di persone che fino a qualche attimo prima si pensavano indispensabili.
Ho capito quanto sia bello prendere un treno, la Feltrinelli e che il piacere di leggere un libro è qualcosa che non ho mai perso. Anzi un giorno vorrei ringraziare quelle tre persone che con motivi differenti mi hanno portato su questa strada.
Alla fine, per meglio dire la fine in tutti i sensi è arrivata. Vorrei chiudere questo post, regalando a tutti i miei lettori (ammesso che c’è ne siano) queste parole prese dall’ultimo libro che ho letto, finito proprio in queste ore.

Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome verrà stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ormai ha un prezzo.

keep your burning

Dec 26, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Pensieri Sparsi

Questo Natale qui, è praticamente finito. Anche se per dirvi la verità io quest’anno, non l’ho proprio sentito. Sarà stata la solitudine dei numeri primi – mi sento un numero primo- o semplicemente il caldo fuori stagione. Figuratevi che sono fiorite le mimose.
A parte ciò, ora siamo tutti tranquilli, la corsa agli acquisti è finita, la gente è tutta dentro ad aspettare i presunti ospiti e parenti vari.
Stamane rispettando la futura tradizione del giorno dopo Natale, sono stato nel grande centro commerciale aperto qua nel profondo sud. Inutile dirvi che mi son perso una dozzina di volte, rischiando di rimanere bloccato in quel posto per un sacco di tempo.
C’erano tante cose buttate nei cesti, come a voler dire, “comprate, comprate”. Io però non ho comprato, a parte due multi prese, un libro, e un blocco per gli appunti. Ovviamente il resto della truppa ha comprato qualche cosa giusto per dire di aver comprato.
Vi confesso che lasciare quel posto è stato arduo. I parcheggi immensi sono suddivise in zone chiamate con nomi di animali marini, il che ha portato il mio senso dell’orientamento a disattivarsi circa sedici secondi dopo esser usciti. Ho vagato senza aver coscienza di quel che facevo per tutto il tempo, fin quando non ho avuto una visione mistica della macchina davanti alla torre dell’orologio. Grazie a quella visione folgorante sono riuscito a lasciare incolume quel posto, per tornare a casa.

ipotesi

Dec 24, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Quello che non c'è

Mi son sempre chiesto come facesse Babbo Natale a scendere dal cammino, quando il camino io non l’ho mai avuto. Poi con il passare del tempo, mi son convinto che babbo, usasse un qualche tipo di teletrasporto. Insomma le mie ipotesi su babbo e affini sono state tante e delle più fantasiose.
Un giorno però che rimasi solo durante la vigilia capii, che babbo non aveva nessun trucco o robe del genere. Era invece un uomo venuto dal futuro per avvertirci che da lì a poco il mondo sarebbe rimasto intrappolato in una tela minacciosa chiamata Natale.
Peccato che quell’uomo lì non ebbe il tempo di completare la sua missione, perché ne rimase intrappolato nella stessa trappola del natale.
Da quel giorno in poi, il babbo originario fu clonato talmente tante volte, da popolare un’intera nazione. Ora non so bene i dettagli dell’operazione babbo, ma probabilmente è l’unica idea che mi è venuta in mente. D’altronde come dicevano in un famoso film, c’è più di quel che vedi.

aspettando i fantasmi o il natale

Dec 20, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Pensieri Sparsi

Son sicuro, che le feste tirano il peggio dalle persone. Tutti in giro a far compere,chi di là chi di qui, solo per assicurarsi che il loro albero sia pregno di regali.
Questo natale qui, mi sembra sia una corsa al consumismo. Certe volte ho come la sensazione che dovrebbero apparire tanti fantasmi presenti, passati e futuri in ogni casa. Proprio come nel libro Canto di Natale. Ecco secondo me una cosa così tirerebbe fuori il natale da dentro la gente.
Più o meno quel che penso è questo. Infine facendo una paio di calcoli, mancando quattro giorni alla vigilia suppongo che il consumismo tocchi picchi incredibili.
Però non sapendo cosa sia giusto o sbagliato, io la mia personale corsa al consumismo l’ho finita stamane. Cosi adesso mi metterò ad osservare il mio albero di natale, attendendo o i fantasmi, oppure il natale stesso. Vi farò sapere comunque vada.

come una scatola di cioccolatini

Dec 19, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Pensieri Sparsi

Son pienamente convinto che il natale sia qualcosa di simile a una scatola di cioccolatini. Non sai mai cosa ci troverai dentro. Avete presente che alle volte siete davanti a un foglio bianco e pensate che dovete scrivere qualcosa, e non ci riuscite? Ecco e quello che penso dei regali di Natale.
Dovete farne centomila, e non sapete mai cosa comprare, vuoi perché colui/lei, al quale lo farete ha già tutto o semplicemente non ci sono i presupposti per farlo.
Allora ti costruisci in mente il regalo perfetto, o il post perfetto a seconda dei casi o dei posti. Anche questo se ci fate caso rientra nella categoria post, regalo perfetto. Certo magari nella vostra mente era diverso, e man mano che ha preso forma si è rivelato una grande cavolata.
Se ci pensate bene, anche questo blog è come una scatola di cioccolatini.
Non sai mai cosa ci troverai dentro.

un comunista a natale

Dec 18, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Pensieri Sparsi

Oggi mi son chiesto se quella roba del natale non sia qualche richiamo al comunismo. Vedo la città tingersi di rosso, gridare di condividere tutto a tutti. Poi diciamoci la verità, quel babbo natale lì, assomiglia molto a Marx.
Poi ci credo che il nostro premier pensa che tutti in Italia siano comunisti.

cacofonia

Dec 16, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Pensieri Sparsi

Son due giorni che la sveglia non suona. Io sono uno di quelli lì che se non suona la sveglia non apre gli occhi. Sono già due giorni che rischio di arrivare in ritardo allo stage. Pensavo di non averla settata bene, mentre oggi andando a controllare mi accorgo che la sveglia era puntata per il giusto orario, ma la data era sbagliata, di quattro giorni. E che io queste cose così non che ci faccia tanto caso.

dietro una mera foto

Dec 15, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: What

A volte ho l’impressione che la gente, celi il proprio io, dietro una mera foto….

Norwegian Wood

Dec 14, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Letture

Come è possibile che non capisci queste cose? mi dicevano. Come pensi di vivere senza un’idea nel cervello? Ma io sono quella che sono. Non sarò molto intelligente. Sono una persona comune. Ma non sono le persone comuni quelle che sostengono la società, e quelle che vengono sfruttate? E sbandierare di fronte alle persone comuni parole che non possono capire me lo chiamate rivoluzione? Trasformazione della società? Io vorrei fare veramente qualcosa per migliorare le condizioni della società. E credo che se ci sono veramente persone sfruttate bisogna mettere fine a questa cosa. E non è proprio per questo che facevo domande cercando di capire?

Ho gustato Norwegian Wood, assaporato ogni attimo con i personaggi, immaginato i loro dialoghi nella città di Tokyo, i paesaggi visti mille volte negli anime, le cicale che suonavano i loro canto, il passaggio di un treno durante qualche conversazione. Sono questi i momenti per cui ho amato Norwegian Wood.
A tratti lo stesso romanzo, fa male, i personaggi con i quali prendi confidenza durante il lungo leggere, ti entrano nell’animo, vivi con loro e soprattutto soffri con loro.
Murakami è riuscito a imporre una vita propria a tali personaggi facendoli diventare parte integrante di chiunque per la prima volta apra questo splendido romanzo.
Una storia in cui niente è lasciato in maniera superficiale, essendo qualcosa di ricercato, particolare per certi versi o per meglio dire, spinto.
Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull’adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli “altri” per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel che costi.
Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un’istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

loop senza fine

Dec 11, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: What

A volte ho la certezza di non capire bene i meccanismi della gente. I doppi sensi le parole dette a metà, i cicli ripetuti fino alla nausea, sono piccole cose magari, che prese così a se, non hanno una valenza vera e propria. Mentre facendole soppesare durante trecentosessantacinque giorni, sono pesanti e piene di complessità che non comprendo.
Continuando a ripetere le stesse cose si finisce per entrare in un loop senza fine. A volte desidererei essere un congegno che si spegne da se, onde evitare di dover fare certe domande che sarebbero meglio non farmi mai.

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