Come è possibile che non capisci queste cose? mi dicevano. Come pensi di vivere senza un’idea nel cervello? Ma io sono quella che sono. Non sarò molto intelligente. Sono una persona comune. Ma non sono le persone comuni quelle che sostengono la società, e quelle che vengono sfruttate? E sbandierare di fronte alle persone comuni parole che non possono capire me lo chiamate rivoluzione? Trasformazione della società? Io vorrei fare veramente qualcosa per migliorare le condizioni della società. E credo che se ci sono veramente persone sfruttate bisogna mettere fine a questa cosa. E non è proprio per questo che facevo domande cercando di capire?
Ho gustato Norwegian Wood, assaporato ogni attimo con i personaggi, immaginato i loro dialoghi nella città di Tokyo, i paesaggi visti mille volte negli anime, le cicale che suonavano i loro canto, il passaggio di un treno durante qualche conversazione. Sono questi i momenti per cui ho amato Norwegian Wood.
A tratti lo stesso romanzo, fa male, i personaggi con i quali prendi confidenza durante il lungo leggere, ti entrano nell’animo, vivi con loro e soprattutto soffri con loro.
Murakami è riuscito a imporre una vita propria a tali personaggi facendoli diventare parte integrante di chiunque per la prima volta apra questo splendido romanzo.
Una storia in cui niente è lasciato in maniera superficiale, essendo qualcosa di ricercato, particolare per certi versi o per meglio dire, spinto.
Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull’adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli “altri” per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel che costi.
Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un’istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.
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