Archive for December, 2009


ho visto la luce. In HD

Dec 8, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Pensieri Sparsi

All’improvviso vidi la luce. In HD.
A quanto pare la mia visione del mondo in HD ha portato con sé una matta voglia di film, che era rimasta assopita da tanto di quel tempo, da sollevare polvere su polvere.
Si parte, si cerca e poi si trova finalmente qualcosa da vedere. S’inizia con Nightmer Before Christmas, passando per Matrix, ovviamente in tutto questo, mi sono spesso chiesto se sia il caso di perdere giornate intere, e anche settimane, per non parlare di mesi, per prendere uno solo di quei film lì in HD.
Si rigira e si prosegue con la vendetta del caduto, della saga dei Transformer, per poi ritornare a qualcosa di semplice come la porta magica, in tutto questo sento spesso una vocina che m’incita a scaricare a più non posso, anche se quella cosa lì dello scaricare non è mica è tanto bello.
D’altronde, non si può mica pretendere di avere i denti e non mangiare il pane, non trovate? Io comunque continuo il giro con Il cavaliere oscuro, per poi finire con il prestigio, che in inglese suono un po’ come the prestige.
Insomma c’è né per tutti i gusti. Se fosse finita qua naturalmente. Infatti, da citare troviamo transformer, quantum of solace, non è un paese per vecchi e star trek.
RIPETO: ho visto la luce. In HD

Siamo tutti usciti dal Cappotto di Gogol.

Dec 7, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Pensieri Sparsi

Avete presente quei giorni lì in cui magari non hai nulla da fare e allora ti metti davanti alla tv a guardare quella serie nuova che hai scaricato tempo fa. Poi però capita anche dii ricordarti che il da fare lo hai, visto che sabato non hai finito nulla alla posta.  Magari in quei giorni lì, prendi il libro sul comò, e ti precipiti alla posta e aspetti. A che sei lì pensi bene che il libro sia piccolino, forse lo finisci e così mentre aspetti il turno, inizi quel libro.
Quel libro lì poi è un racconto di un certo Gogol, e pensi che alla fine Dostoevskij avesse ragione a dire che Siamo tutti usciti dal Cappotto di Gogol. Insomma poi arriva il tuo turno e il libro non lo hai ancora finito.  L’importante però è averlo iniziato, tanto oggi sono quelle giornate in cui non si ha nulla da fare.

The Prestige

Dec 7, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Citazioni

Ogni numero di magia è composto da 3 parti o atti. La prima parte è chiamata “La Promessa”. L’illusionista vi mostra qualcosa di ordinario: un mazzo di carte, un uccellino, o un uomo. Vi mostra questo oggetto. Magari vi chiede di ispezionarlo, di controllare se sia davvero reale, si inalterato, normale. Ma ovviamente… è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato “La Svolta”. L’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ora voi state cercando il segreto… ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati. Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente; bisogna anche farla riapparire. Per questo ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo “Il Prestigio”.

(The Prestige)

La casa del sonno

Dec 4, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Letture

Quando perdi qualcuno e questo qualcuno ti manca, tu soffri perché la persona assente si è trasformata in un essere immaginario: irreale. Ma il tuo desiderio di lei non è immaginario. Cosi è quello che devi aggrapparti: al desiderio. Perché è reale.

La casa del sonno è stato un libro denso, pieno di avvenimenti concentrati forse in poche pagine. Le vicende sono narrate in un modo che non avevo mai visto prima.
Sta forse nel modo di concepire la narrazione forse il forte e la bellezza di questo libro, infatti attraverso una narrazione a blocchi, in cui nei capitoli pari vengono narrate vicende accadute nel passato, mentre nei capitolo dispari quella del presente.
In “La casa del sonno” si racconta l’avventura di un gruppo di giovani. Da studenti, nei primi anni Ottanta, vivono tutti nella severa Ashdown: Gregory, che studia medicina e ha la mania di spiare il sonno altrui; Veronica, una lesbica volitiva, ultra politicizzata e appassionata di teatro; Terry, che dorme quattordici ore al giorno e da sveglio sogna di girare un film che richiederà cinquant’anni di riprese; Robert, romantico studente di lettere, che scrive poesie d’amore per Sarah; e Sarah, appunto, intorno alla quale girano le vicende di tutti gli altri. Dodici anni dopo, Ashdown è diventata una clinica dove si cura la narcolessia e nei sotterranei si svolgono oscuri esperimenti. E’ un autentico “castello dei destini incrociati”, dove si avverano sogni e si dissolvono visioni; dove c’è chi dorme troppo e chi troppo poco, chi ama sognare piuttosto che vivere e chi non vorrebbe perdere un solo minuto di vita nel sonno. E, mentre si interroga ossessivamente sul valore e il significato del sonno, l’eterogenea comunità di studenti, diventata adulta, inciampa nel malessere, nella follia e nelle comiche incongruenze della vita.
Con  una scrittura semplice Coe ci racconta questa angosciante storia, con un finale per niente scontato, saranno molti i colpi di scena, e credetemi il libro vi terra incollati alle pagine fino alla fine del libro. Unico difetto, dopo averlo finito, avrete voglia di andarvi a leggere qualsiasi altro libri scritto da questo affabile scrittore britannico dallo stile coinvolgente e fresco.

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo

Dec 3, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Letture

E’ dura rimanere indietro. Aspetto Henry senza sapere dov’è e se sta bene. E’ dura essere quella che rimane. Mi tengo occupata. Così il tempo passa più veloce. Vado a dormire da sola e mi sveglio da sola. Faccio passeggiate. Lavoro fino a stancarmi. Osservo il vento giocare con la robaccia rimasta sepolta tutto l’inverno sotto la neve. Finchè non ci si pensa sembra semplice. Perchè l’assenza intensifica l’amore? Tanto tempo fa, quando gli uomini andavano per mare, le donne li aspettavano sulla spiaggia, scrutavano l’orizzonte in cerca della piccola imbarcazione. Adesso io aspetto Henry. Lui scompare senza preavviso e involontariamente. Io lo aspetto. Ogni minuto di attesa dura un anno, un’eternità. Ogni minuto scorre lento, trasperente come vetro. Attraverso ogni minuto vedo un’infintà di minuti in fila, in attesa. Perchè se ne va dove io non posso seguirlo?

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo è un libro pieno di sorprese che non ti aspetti minimante. Una storia d’amore che è consumata attraverso il tempo, in un ciclo che si ripete senza mai finire. Harry viaggia nel tempo, ma non per sua scelta, soffre di un disturbo che altera la sua concezione del tempo. Così da ritrovarsi davanti a episodi del suo passato senza poterli modificare, o davanti a qualcosa che deve ancora avvenire. Viaggia senza controllo, quando meno se lo aspetta, sparisce lasciando come unica traccia del suo viaggio gli indumenti che per qualche regola non detta, non sono trasportati con sé nei suoi viaggi. Viaggiando attraverso il tempo incontra per la prima volta la sua futura moglie nel passato quando aveva sei anni, a dodici a quattordici e infine a diciotto anni, per poi sparire completamente e rincontrarsi nel presente. Clare e Harry si conoscono da una vita, consumando il loro amore attraverso il tempo. L’intera storia c’è narrata a volte da Clare che mette a fuoco il suo punto di vista di colei che è lasciata indietro dai continui viaggi del tempo di Harry.
Da Harry che racconta la sua vita descritta da chi viaggia nel tempo senza speranze di potersi fermare.
Un libro gestito magistralmente, un grande puzzle, in cui i viaggi del tempo non sono altro che dei grandi pezzi che serviranno per incastrare una complicata e senza tempo storia d’amore. Passato, presente e futuro all’interno del libro, hanno una sola dimensione, alternandosi in maniera sorprendente per creare quella suspense degna dei migliori libri di fantascienza. Un libro che consiglio, che rileggerei se potessi tornare indietro. Come ho già detto la storia d’amore di Harry e Clare non conosce confini, supera il tempo e anche per certi versi la morte stessa, perché in qualsiasi istante, in qualsiasi tempo, Clare e Harry si conoscono e stanno vivendo la loro storia d’amore.

Avevo dimenticato, o meglio avevo fatto finta di scordare che la mia vita di pendolare è nata sotto un destino d’ineluttabile sofferenza.
Finché sei a terra, si dimentica facilmente questa piccola incombenza, ma quando ripercorri strade a orari sconci, affiora proprio come una balena quel destino tanto crudele che mi perseguita da ormai sei mesi a questa parte.
Arrivo che il treno è appena giunto alla stazione, non mi resta che fare il biglietto – cosa facile in qualsiasi stazione- peccato che la macchinetta che li erogava era andata in tilt, bloccata sulla destinazione di partenza, senza possibilità di appello.
Facendolo presente al controllore, chiedo clemenza, ma la corte riunita, emette un verdetto negativo. Il treno parte lasciandomi indietro. Il mio unico pensiero in quel momento sono state le maledizioni al costruttore di quel marchingegno così infernale.
Non mi perdo d’animo, con la speranza di arrivare ancora in tempo aspetto che la macchinetta si sblocchi faccio il biglietto e aspetto pazientemente la prossima corsa.
Da lontano avverto il fischio del treno in perfetto orario, mi avvicino all’obliteratrice per convalidare il biglietto e colpo scena, anch’essa era bloccata.
Con un pizzico di fortuna, scorgo a qualche metro di distanza un’altra obliteratrice e con passo svelto e quasi felino, la raggiungo e timbro il biglietto.
Salgo in treno e finalmente il viaggio è iniziato. E proprio vero, che il destino di un pendolare è ineluttabile sofferenza.
Ovviamente il ritorno non è stato da meno. C’è mancato un soffio che non perdersi quella corsa, ma questa è un’altra storia.

generation

Dec 2, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: What

Questa la dedico a qualcuno…..

Il mio sistema operativo è diverso

Dec 2, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Internet

WINDOWS si carica ma invece delle solite, rassicuranti icone mostra uno schermo nero, subito definito il “black screen of death”. E’ un problema denunciato da esperti e utenti in queste ore. Secondo Prevx, azienda che si occupa di sicurezza informatica, la colpa sarebbe dell’aggiornamento pubblicato da Microsoft il 10 novembre ed è un problema che sta riguardando “milioni” di utenti Windows (Xp, Vista e Seven).

“Se siete stati colpiti, è un errore molto debilitante”, si legge sul blog di Prevx: lo schermo nero rende molto difficile usare Windows, poiché fa sparire le icone di sistema. L’aggiornamento del 10 novembre sarebbe colpevole di modificare i permessi contenuti nell’Access control list di Windows, alterando il registro di sistema, denuncia Prevx. Era un pacchetto contenente 15 patch per coprire vulnerabilità in Windows, Windows Server, Excel e Word. Solo nell’ultima settimana, Google riporta al momento 63 milioni di risultati se si ricercano le parole black, screen e Windows. Segno che in queste ore se ne sta discutendo molto in rete. Microsoft fa sapere che sta indagando per capire le cause del problema e se è così grave come si legge. Microsoft intanto esclude che un aggiornamento possa esserne la causa. Quello del 10 novembre – spiegano dall’azienda di Redmond – non modifica il registro di sistema, del resto. Prevx però insiste e si affretta a fornire una soluzione per l’errore: quando appare lo schermo nero, bisogna aprire il task manager (Ctrl + alt + canc), andare su File/Nuova operazione e digitare “C:\Programmi\Internet Explorer\iexplore. exe”, poi Ok. Così l’utente scaricherà la correzione, gratuita, creata da Prevx, che però avvisa: “Non è una soluzione a tutte le cause dello schermo nero”. Nelle prossime ore si saprà se e quanto l’allarme è fondato, certo è che sta facendo il giro della rete, tra siti di notizie, forum e blog, e ha messo sul chi va là i tecnici di Microsoft.

Fonte: Repubblica


Devo ripetere le stesse cose? Il mio sistema operativo è diverso

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