Qualche giorno fa ho finito di leggere il primo volume di una saga davvero avvincente, la spada della verità, figuratevi che appena finito il primo volume mi sono fiondato sul secondo senza neanche pensarci e
vi posso dire con certezza che entrare in avventura fantasy è davvero emozionante, sia per i luoghi descritti con magistrale bravura, sia per le avventure raccontate.
E dire che all’inizio stavo per dare questo libro per scontato, avevo visto la serie tv tratta da esso, e avevo pensato che fosse abbastanza buona da poter saltare il primo volume e partire dal secondo, principalmente come ho avuto modo di appurare la serie tv, non ha nulla a che vedere con il libro, tranne i nomi dei personaggi e per grandi linee con la trama.
Dopo averlo finito di leggere, mi sono reso conto che mancavo tantissimi elementi che nel libro erano importantissimi nella trama, e ho pensato veramente che chi avesse prodotto la serie, non avesse neanche toccato il libro per assicurarsi una parziale veridicità della trama. A questo punto non so che pensare, senz’altro non metto in dubbio che è complicato riprodurre qualcosa a schermo che soddisfi il lettore e il fan più sfegatato, o semplicemente sono io che sono diventato troppo pretenzioso nel giudicare film o serie tv tratti da libri, o forse come direbbe uno che conosco io, “ho perso la magia del cinema”. Non sapendo che cosa pensare per il momento ho accantonato la serie tv, con la promessa di riprenderla una volta concluso anche il secondo libro.
L’altro giorno insieme al mio amico Freccia Rossa, che è un po’ un essere immaginario con forti basi sopranaturali, ci siamo fatti il giro di molte librerie.
L’idea di base era di ordinare i libri che mi servivano e poi andarli a prendere con la calma del caso. Io non ero molto d’accordo.
Non mi piace ordinare i libri, perché, non arrivano mai quando dovrebbero, e i librai non chiamano mai, quando dovrebbero. Insomma, tra un tira e molla e un paio di corse alla fermata del bus, io e freccia rossa partiamo alla ricerca di questi libri.
Ovviamente in qualsiasi città europea, trovare i titoli che ti servono, è cosa facile, ma qua nel profondo sud, come dice sempre freccia rossa, è come prendere un terno al lotto. Non facendoci prendere dallo sconforto, entriamo nella prima libreria, e con fare sospettoso, ci annidiamo in mezzo ai corridoi, tanto da far scattare i sensi di ragno del libraio, che con occhiata di sottecchi, ci chiede se poteva darci una mano. Freccia rossa mi guarda, io guardo lui, e capisco che l’idea non è malvagia e cosi sputiamo il rospo e chiediamo al librario se per caso, aveva qui in magazzino i libri che cercavo. Controlla al PC e dopo qualche secondo si rivolge di nuovo a noi, dicendoci che non li aveva. Girandomi verso Freccia Rossa, gli dico che è meglio andar via, che stiamo solo perdendo il nostro tempo.
Altre librerie ci aspettano, e così senza neanche girarci per ringraziare io e il mio fantomatico amico, andiamo via, verso un’altra meta.
Giriamo in torno per quasi un quarto d’ora, prima di trovare la direzione giusta, che ci avrebbe portato in una nuova e fantastica libreria. Arriviamo e come sempre siamo i più sospettosi dell’intero genere umano che si aggira nel luogo. Ancora una volta la stessa sorte ci para davanti. Un altro librario con fare allegro e scanzonato ci chiede se poteva fare qualcosa per noi. Sapevo che cosa dovevo rispondere, ma per correttezza guardo prima freccia rossa, per avere un senso di approvazione.
Una volta ottenuta la sua approvazione,canto tutto e Il librario sempre sicuro di se, avanza con fare minaccioso verso di noi e ci dice che se vogliamo li troviamo nella sezione a sinistra dopo l’entrata. La notizia ci esalta entrambi, freccia rossa saltella, io giro intorno di corsa e alla fine quando la nostra baldanza viene meno, ci rechiamo alla sezione raccomandataci. Arriviamo sul posto e subito ci mettiamo a controllare e cercare i libri. Subito le prime conferme sono colte al volo, i primi tre volumi ci sono e sono pronti per essere acquistati. Qualcosa turba freccia rossa, che guardandomi negli occhi mi dice, che se faccio attenzione un attimo, noterei che mancano due volumi, il quarto e il quinto. La disperazione taglia l’aria come un coltello. Prendo i primi tre, li acquisto e usciamo dalla libreria.
Freccia rossa, mi dice di non perdermi d’animo. Perché finché il sole sarà altro nel cielo e il cuore pomperà il sangue, noi troveremo i libri mancanti. Applaudii, non potevo fare altro, e cosi ripartimmo alla ricerca dei restati libri.
Continua.
Con questa partita ho superato nella classifica delle presenze in campionato Giampiero Boniperti, ecco perchè è un traguardo così importante. Ancora una volta la mia carriera si intreccia con quella del Presidente che mi ha portato alla Juventus, l’uomo che ha fatto la storia di questo club in campo e poi in società. L’ho sentito poco tempo fa, abbiamo scherzato sulle partite: lui ha giocato le sue 444 tutte in serie A, io invece tra le mie 445 ne ho anche 31 in serie B… Ma a parte gli scherzi, per quello che hanno significato nella mia carriera e per la Juve, quelle presenze in B sono motivo di vanto”.
Alex Del Piero.
Da qualche tempo, mi sono imbattuto nel fantasy. Da qualche tempo sotto consiglio di uno che conosco io, ho preso visione della serie tv legend of seeker. Una serie che prende spunto da una serie di libri di Godkind.
La prima stagione l’ho divorata in pochi giorni, cosi da rimettermi al passo con la seconda, iniziata da qualche tempo questo autunno. Ora visto che suppongo che fare 10 stagione in America è davvero difficile, ameno che non si tratti di sitcom fatte bene come friends, oppure serial medici/drammatici, ho deciso di leggere i libri. Così armato di buona volontà ho acquistato il primo volume, che conta 700 pagine.
Naturalmente prenderò anche gli altri volumi della saga, che comprendono dieci volumi, con una media di 600 pagine minimo.
Ecco se magari non mi sentite più da qui a sei mesi, è perché mi sono infognato nella saga fantasy del ciclo della spada della verità.
Che poi questa storia degli scooby doo,non l’ho mai capita.
Gli ho detto che doveva smetterla di dormire, perché non avevo ancora capito cosa stava succedendo. «Svegliati!» Poi l’ho scrollato molto forte e dopo gli ho tirato un pugno in faccia. Tanto era forte il pugno che mi sono fatto del male alla mano. Gli ho dato un altro pugno. Non so perché, ma l’ho dato. Per dirti il vero, non avevo mai dato un pugno a nessuno, solo presi, io gli ho gridato: «Svegliati!» e gli ho dato un altro pugno, questa volta sull’altra gota della faccia. Però sapevo che non si sarebbe svegliato. «Tu dormi troppo!» Il mio grido ha svegliato mia madre e lei e andata a correre nel bagno. Ha dovuto distaccarmi per forza dal Nonno e dopo mi ha detto che credeva che lo avessi ucciso, tanto stavo dandogli dei pugni, e dallo sguardo che avevo nei miei occhi.
Non ci sono parole adatte per giudicare l’opera prima di Jonathan Safran Foer, e i motivi sono molteplici.Vuoi per il tema trattato, vuoi per il modo in cui è scritto. Però quel che posso dire è che la lettura di questo libro, vi prende come nient’altro. A volte strano, sfuggente a tratti riesce a farti sorridere e allo stesso tempo farti un male tremendo.
L’opera di Foer Ogni cosa è illuminata inizia quando Jonathan, un giovane ebreo statunitense, si reca in Ucraina alla ricerca di Augustine, la donna che salvò la vita a suo nonno durante le deportazioni naziste. Armato di una fotografia che ritrae suo nonno e Augustine, Jonathan inizia così la sua ricerca della città fantasma di Trachimbrod, lo shtetl dove suo nonno viveva all’epoca, distrutto dai nazisti durante la guerra e perciò scomparso dalle mappe. Nel suo viaggio è accompagnato da una guida locale, Aleksandr (Alex), con il quale stringerà presto amicizia, e dallo strambo nonno di Alex, che dichiara continuamente di essere cieco (ma in realtà ci vede benissimo), e quindi si fa condurre dal proprio cagnolino, Sammy Davis Junior Junior.
Il loro viaggio, che ci viene raccontato tramite uno scambio di lettere tra Alex e Jonathan trova la sua conclusione quando lo strano gruppo incontrerà una donna, che gli racconterà la vera storia di quanto accaduto all’epoca della guerra. La violenza e lo scontro tra la realtà e la verità raccontata porta l’autore a lasciarci un finale tremendamente unico e mai scontato.
Un libro che consiglio. che rileggerei altre cento volte, un libro dentro un libro. Un opera davvero imponente per essere la prima dell’autore.
Penso che nel momento in cui Lost si concluderà, il mondo cadrà in uno stato catatonico di immense proporzioni.
Di solito non ne parlerei, anche perché se dovessi parlare di quel tale telefilm, si finirebbe per farsi del male.
Ho appena finito di leggere quello che diceva lui, ed eccomi qua a scrivere di lost. Credo che sappiamo tutti che lost è iniziato, ed è il miglior telefilm di questi ultimi tempi. Certo che quelli che ci stanno dietro questa volta ci hanno messo dentro un pizzico d’impegno per non farci capire niente,che poi questo niente è relativo, perché ricordo certi inizi di stagione che quando le finivo di guardare mi domandavo se chi lavorasse al telefilm, aveva le idee chiare e sapesse dove andare a parare. Questa volta invece dopo sei stagioni, questa cosa qui non me la son chiesta proprio, perché do’ per scontato che gli autori girino una specie di “MAGIC TURLES” per tirare le somme dell’episodio.
Ecco quello che volevo dire era che anche questa volta insieme al mio scudiero e al fido Ainz (che non sono personaggi immaginari come quelli che vede Hugo,ma sono personaggi di un certo spessore) ho visto la premiere di lost e non ci ho capito niente.
Però concludendo, dico che se dobbiamo iniziare a fare fanta lost, qualcuno me lo dica prima, che apro una pagine solo per prender nota di tutte le fantasmagoriche illuminazioni che avremo durante la visione di questo telefilm.
Be allora NAMESTATE A TUTTI VOI.
THE LAST DAY.