Lo streaming mi ha fatto scoprire nuove forme di pixel
Un sistema operativo chiuso come quello della apple è davvero una cosa bruttissima.
Credo che i 54 minuti di megavideo siano sempre qualcosa di più di 54 minuti, visto che non sembrano passare mai.
Lo so che niente dura, ma anche quando ti rendi conto che qualcosa sta per finire, puoi sempre voltarti indietro e prendertene ancora un po’ senza che nessuno se ne accorga.
(In Viaggio Contromano pagina 55)
Questo tempo così fresco e bagnato da una pioggia fine ha un non so che di nostalgico, vuoi perché è effimero, o perché tra un paio di giorni sarà piena estate o semplicemente perché settembre è così lontano, che non lo vedo neanche con il cannocchiale.
Cosa non darei per ritrovarmi magicamente trasportato direttamente a settembre, senza dover compiere gli anni, senza l’angoscia del ferragosto, senza la frenesia delle vacanze mai organizzate e vissute. E soprattutto cosa non darei per non dover sopportare il caldo afoso della città che non fa riposare. Voglio che tutto questo finisca prima possibile. Mi mette su una tristezza l’estate che neanche immaginate.
Le poche cose che riescono a farmi andare avanti in questa stagione sono le serate all’aperto, il tramonto o meglio l’orario in cui il cielo inizia a imbrunire e le cene fuori.
Forse il mio malessere in questa stagione deriva da brutti ricordi, ma non metto in dubbio il fatto che se riuscissi a farmi di bei ricordi in estate potrei tornare ad amarla. Non assicuro niente.
Adesso per finire questo piccolo sfogo, vorrei chiudere il tutto con una frase di una delle mie canzoni preferite dei Baustelle: Settembre spesso ad aspettarti e giorni scarni tutti uguali……
Man on the moon, è uno dei film più strani che abbia mai visto. Certo neanche big fish è da meno. Ma qua Jim Carrey ha vinto un golden globe, come miglior attore protagonista. E ci credo. Cazzo
Sono sicuro che questa roba del ripristino di Chrome, sia utile, ma non penso che sia utile quando dalla pagina iniziale di google, ti ripristina un’altra pagina iniziale di google. Per niente, in fondo sono cose da nerd no?.
Che cosa si poteva, che cosa si doveva fare di tutto il tempo che ci stava davanti, aperto e informe, lieve come una piuma nella sua libertà, e pesante come il piombo nella sua incertezza?
(Treno di notte per lisbona pag 63)
Succede anche agli altri di non riconoscersi nel proprio aspetto? Di avere l’impressione che la propria immagine riflessa sia semplicemente una quinta che deforma tutto in modo grossolano? Di notare con spavento un abisso fra la percezione altrui e il proprio vissuto? Di avvertire che lo scarto fra quanto è familiare dall’interno e quanto lo è visto dall’esterno è tanto grande che non si può nemmeno più parlare di familiarità con un medesimo oggetto?
La distanza rispetto agli altri, nella quale una tale consapevolezza ci sospinge, si accresce ancora quando comprendiamo che la nostra immagine esteriore non appare agli altri come ai nostri occhi. Noi non vediamo gli esseri umani alla stessa stregua delle case, degli alberi delle stelle. Li vediamo aspettandoci di poter esperire in qualche modo un incontro e poterli trasformare in un pezzo di noi, della nostra interiorità.(Treno di notte per Lisbona, pag 85)
Se è così, se possiamo vivere solo una piccola parte di quanto è in noi, che ne è del resto?
(Treno Notte per Lisbona pag 51)