Ma chi sono io? La risposta: sono la somma di tutto ciò che è accaduto prima di me, di tutto ciò che mi si è visto fare, di tutto ciò che mi è stato fatto. Sono ogni persona e ogni cosa il cui essere al mondo è stato toccato dal mio. Sono tutto quello che accade dopo che me ne sono andato e che non sarebbe accaduto se io non fossi venuto. E ciò non mi rende particolarmente eccezionale; ogni “io”, ognuno di noi che siamo ora più di seicento milioni, contiene una simile moltitudine. Lo ripeto per l’ultima volta: se volete capirmi, dovrete inghiottire un mondo.
I figli della mezzanotte è un libro che ricopre quasi mezzo secolo di storia indiana, attraverso gli occhi di una famiglia che nel bene e nel male farà da protagonista.
Il libro narra le vicende dei mille bambini nati il 15 agosto 1947, allo scoccare della mezzanotte: il momento, cioè, in cui l’India ha proclamato la propria indipendenza dall’Impero britannico. Tutti costoro posseggono doti straordinarie: forza erculea, capacità di diventare invisibili e di viaggiare nel tempo, bellezza soprannaturale. Ma nessuno è capace di penetrare nel cuore e nella mente degli uomini come Saleem Sinai, il protagonista che, ormai in punto di morte, racconta la propria tragicomica storia.
Ed è a questo punto che la nostra storia inizia attraverso la ricostruzione della sua vita, ripercorriamo le tappe fondamentali dell’indipendenza Indiana ; da Gandhi alla rivolta per la secessione di Bombai, alla guerra sulla lingua, alla guerra Indo-pakistana, per concludersi con il ventennio del governo fraudolento di Irina Gandhi.
Un grande romanzo, una scrittura fantasiosa, per un grande nazione, tanto giovane, quanto affascinante.
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