Nell’amicizia ci sono momenti buoni e momenti cattivi,fertilita’ e gelo. Ma devi lavorarci fino alla fine. Anche se a volte si bisticcia,si rimane sempre amici.
Ma non il futuro di Medical Dimension, che è una gran cazzata, io parlo della locura, Renè, la locura. La pazzia, che cazzo Renè, la cerveza, la tradizione o merda, come la chiami tu, ma con una bella spruzzata di pazzia, il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore, di paiette. In una parola, Platinette. Perché Platinette, hai capito, ci assolve da tutti i nostri mali, da tutte le nostre malefatte… Sono cattolico, ma sono giovane e vitale perché mi divertono le minchiate del sabato sera. È vero o no? Ci fa sentire la coscienza a posto Platinette, questa è l’Italia del futuro: un paese di musichette, mentre fuori c’è la morte. È questo che devi fare tu: Occhi del cuore sì, ma con le sue pappardelle, con le sue tirate contro la droga, contro l’aborto ma con una strana, colorata, luccicante frociaggine. Smaliziata e allegra come una cazzo di lambada. È la locura Renè, è la cazzo di locura. Se l’acchiappi hai vinto.
(Sceneggiatore Aprea a Renè, Ritorno al futuro, parte seconda, episodio 14)
A piedi, in mezzo alla gente che sfolla, solo, io e i miei pensieri. Io e i miei perché, quelli che non sempre trovano una risposta, né subito né mai.
Adoro i viaggi nel tempo, i paradossi e il fatto che ci sia una serie come Doctor Who, che parli di tutta questa roba mi fa andare in brodo di giuggiole
Penso a quello che ci resta, dopo averne passate tante, esserci persi di vista per un anno interno, con notizie fugaci arrivate per mezzi poco ortodossi, o visite rosicate da un momento di semi libertà. Eppure in quegli ultimi mesi del 2010, ci siamo ritrovati amici più di prima, in un gioco che tutt’ora continua bello più che mai.
In fin dei conti, facciamo bordello ? Ne Ve?
Trovarsi a dover scegliere quale tra due dei film proposti da due delle persone alle quali tengo di più,sapendo di far contenta una, e l’altra no, è una scelta difficilissima.
Che poi iniziare un classico russo, è sempre un emozione palpitante, visto che parliamo di Delitto e castigo (in russo, Преступление и наказание, Prestuplènie i nakazànie, prʲɪstup’lʲɛnɪɪ i nəkʌ’zanɪɪ/]) è un romanzo pubblicato nel 1866 dallo scrittore russo Fëdor Dostoevskij.
E siccome quando leggo un romanzo scritto centoquarantacinque anni fa, vado in brodo di giuggiole, capirete come vivo questa nuova frontiera letteraria.
Voglio ritornare bambino!Quando tutto era così semplice, bastava poco per sognare….più diventi grande e più il distacco tra la realtà e la fantasia si fa notare…
Magari potessi ritornare a sognare …
In un altro luogo in un altro tempo, credo che rileggerei volentieri il signore degli anelli.