Archive for the ‘Racconti’ Category


La Trilogia del Viaggiatore

Jan 25, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Racconti

In questi tre giorni, mi sono cimentato nello scrivere una trilogia, che ho chiamato la trilogia del viaggiatore.
Tutti e tre i racconti che ho riportato in questi giorni, hanno come protagonista un viaggiatore.
Ho pensato di riunire in questo post, la mia trilogia, spero che vi sia piaciuta!

Se una mattina d’inverno un viaggiatore
Se un pomeriggio d’inverno un viaggiatore
Se una sera d’inverno un viaggiatore

Se, una sera d’inverno un viaggiatore

Jan 24, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Racconti

Ed eccoti là,tutto emozionato, hai appena scaricato due episodi del tuo serial preferito, e non vedi l’ora di guardarlo in  tranquillità, hai anche rinominato gli episodi cosi da farli partire insieme con i sottotitoli.
Sarà la millesima volta che lo fai, ma ogni volta è come se fosse la prima, sei emozionato ancora di più, ecco che parte la solita voce che fa il riassunto, ora compaiono i personaggi principali, ma aspetta un secondo, che succede i sottotitoli non sono quelli giusti,con il tuo scarso inglese capisci qualche parola, e ti rendi conto che non corrisponde a quello scritto sotto, sei nervoso, non sai cosa fare, eppure dovresti non è la prima volta che ti succede, è ora di darsi una calmata. Ecco così bravo, bevi un sorso della birra che hai comprato per l’occasione, si perché per tutto il pomeriggio non hai fatto altro che far preparativi per la tua serata, hai ben pensato che una così bella serata dedicata alla visione del tuo telefilm, meritava una bella bottiglia di birra con le patatine accanto, e così appena fuori da lavoro, ti sei precipitato al supermercato all’angolo vicino casa tua. Sei entrato, e sei andato direttamente nel reparto delle birre, hai preso la prima che ti è capitata sott’occhio, non hai nemmeno badato alla marca, e subito via, verso il reparto patatine, anche qua stesso discorso di prima,adesso ti sei in fila e come al solito c’è sola una cassa aperta e il turno non finisce mai, passano i minuti e sei quasi tentato di lasciare tutto la e andare via, ma resisti , sai perfettamente che non sarebbe la stessa cosa. Finalmente sei fuori,ora avanti subito verso casa, sali le scale a due a due dalla fretta che hai, eppure il telefilm non scappa mica, ma sei fatto così.
Hai finito di sorseggiare e ti penti dell’acquisto, non è per niente di tuo gradimento, la tua serata è iniziata male, e prosegue peggio,ti metti a guardare l’orologio, sono le sette e trenta di sera, potresti ancora scendere al supermercato e prendere qualche altra birra.In teoria potresti,ma a che fine, hai già dimenticato che i sottotitoli e puntata non coincidono.Ma immagino che a questo hai già pensato, e infatti  hai messo a scaricare la puntata giusta, ti sei accorto solo ora che era appena uscita la proper, e cosi hai ancora qualche minuti per recuperare la tua serata.
Scendi in tuta, ormai non t’importa più di nulla, vuoi sola la tua birra di qualità e poi  vedere il telefilm; sei fortunato non c’è molta confusione, prendi la birra che bevi di solito, e questa volta la fila e breve, ritorni a casa, controlli il dowloads,noti che ha finito.Sei ancora più emozionato di prima se fosse possibile, rinonimi di nuovo, fai partire il tutto,questa è quella giusta, parte il telefilm e dall’alto del tuo impianto dobly surround si sente la voce del narratore dire “previously of…..”

Se, una mattina d’inverno un viaggiatore

Jan 23, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Racconti

Sei un ragazzo grande ormai; prendi l’autobus da solo da quasi tre anni, sei quasi un esperto. Sei stato il primo della tua classe a prenderlo da solo, ora che ti ricordi, era motivo di vanto. Conosci ogni linea, sai il tragitto, il capolinea e persino gli orari, sei un esperto ormai, tanto esperto da consigliare i pochi ingenui ragazzini che per la prima volta si affacciano nel mondo del trasporto urbano; e non lo fai certo con il vanto di un esperto,non affatto, anzi umile e comprensivo. Spieghi anche due volte il percorso e le linee che devono prendere,in un certo qual modo ti ricordano te stesso alla loro età. Ora però sei un ragazzo grande, e l’autobus lo prendi come se niente fosse, prendi qualsiasi linea, sai perfettamente dove ti porterà, l’orario preciso di arrivo e quello di partenza. Tutti tranne una, si perché hai appena scoperto una linea che non conoscevi. Te ne hanno parlato a scuola alcuni compagni, dicevano che se la si prendeva, si poteva risparmiare qualche minuto, che poi poteva esser rinvestito nell’atto della copiatura dei compiti in classe, prima dell’arrivo dell’insegnate. E’ strano però, tu prima d’ora non avevi mai sentito parlare di questa linea. Ti avvicini incuriosito dal grande vociare che c’è intorno a questo argomento e quasi incredulo devi ammettere di non conoscere proprio quella linea, sei ferito nell’orgoglio, non sei più tanto sicuro di niente ora come ora, devi recuperare la tua baldanza, e sai perfettamente che c’è solo un modo per farlo, ed è quello di percorrere quella linea al più presto! Ed ora eccoti qua, alla fermata di questa famigerata linea, aspetti e intanto prendi appunti sugli orari, ti scorgi per vedere se arriva e con tuo sommo sbigottimento eccola arrivare in perfetto orario. Avanti viaggiatore, devi farti coraggio, sali sopra e percorrila fino in fondo, sei un ragazzo grande ormai. E cosi sei salito, complimenti viaggiatore, sei davvero in gamba, guardati pieno di orgoglio, la tua baldanza sta tornando, una volta in classe avrai di che parlare per giorni. Immagini già la scena, tu che arrivi in anticipo rispetto al solito e annunci a tutta la combriccola di ragazzi che trovi, che hai percorso la famigerata linea,che per giorni è stata oggetto di culto in classe, vedi anche le loro facce che pendono dalla tue labbra, si un vero sogno ad occhi aperti ma attento a non sognare troppo, che poi rischi di sbagliare fermata. Troppo tardi, il sogno si è prolungato un po’ troppo, sei già al capolinea e l’autista ti invita addirittura a scendere dalla vettura, con riluttanza scendi e sei ancora scombussolato dall’avvenimento, in tutti gli anni di “onorato servizio” a bordo degli autobus, non hai mai perso la fermata. Ecco che sei di nuovo ferito nell’orgoglio, pensi che questa parte è meglio ometterla dal futuro racconto alla classe. Ma tieni a bada questi pensieri, ora devi capire dove ti trovi e come tornare verso strade conosciute, si perché ti sei girato e non hai notato nulla di familiare, sei disorientato è la prima volta che ti perdi con l’autobus, il tuo morale è proprio sotto zero. La soluzione più logica sarebbe quella di chiedere al conducente, peccato che sia già ripartito per una nuova corsa. D’accordo ora sei solo, non c’è bisogno di farsi prendere dallo sconforto, puoi sempre chiamare casa e chiedere ad uno dei tuoi genitori cosa fare, in questi casi loro sanno sempre tutto. Peccato che hai esaurito i soldi del telefono giusto ieri pomeriggio e i soldi che ti avevano dato per ricaricarlo, li hai usati per prendere le sigarette; si perché adesso ti sei pure messo a fumare, certo hai iniziato da poco, quasi per scherzo e non ricordi neanche come hai iniziato immagino, ma visto che hai tutto questo tempo, inizi a vagare nei meandri della tua mente e ricordi il preciso istante. Era un pomeriggio d’estate e una ragazza ti si avvicina e ti chiede una sigaretta, all’epoca non fumavi,ma chissà perché invece le hai detto che le dovevi prendere e che se avesse avuto un attimo di pazienza le avresti prese proprio ora e poi gliene avresti offerta una. Che cosa non si fa per far colpo su una ragazza? eh si, e da quel momento ti sei preso questo brutto vizio. A che ti sei ricordato di come hai iniziato, ne prendi una dal pacchetto e l’accendi,fai una grossa aspirata, anche per calmarti, poi la guardi e pensi che se non avessi questo brutto vizio, ora avresti i soldi per telefonare a casa e cosi per come l’hai accesa, la spegni con un impeto di rabbia. Stare fermo là, ad aspettare chissà quale miracolo, non sembra proprio il caso, con tutto quello che si sente dire in giro, è meglio muoversi. Cosi inizi a camminare in cerca di una mera strada sconosciuta. Cammini con la speranza che improvvisamente qualche luogo ti sembri familiare, ti infili in una stradina un po buia, percorrendola fino alla fine e appena ne sei fuori, non puoi che rimanere basito da quello che vedi. Davanti a te c’è il palazzo dove abiti, sei incredulo e quasi vorresti piangere, ma non lo fai, dopo tutto sei un ragazzo grande ormai. Allora preso dall’euforia della salvezza cerchi una spiegazione logica a tutto il tuo viaggio,ti avvicini alla pensilina della fermata e con stupore leggi la verità. La linea che hai preso, altro non era che una navetta che fa da sponda nel tuo quartiere al mercatino, ma siccome tu sei un ragazzo grande non ne eri a conoscenza, ora sei più tranquillo, noti che è quasi ora di pranzo, hai perso tutta la giornata, devi tornare a casa. Sali le scale della tua abitazione con euforia, domani a scuola avrai una grande avventura da raccontare ai compagni di scuola. Sei sull’uscio di casa, fai gesto di aprire la porta, dove ad accoglierti c’è il tepore della tua famiglia, almeno è quello che pensi, qualche secondo prima che tua madre ti venga incontro chiedendoti gridando che fine avessi fatto e perché non eri andato a scuola. Stai pensando che forse era meglio perderti per davvero, dopo tutto sei un ragazzo grande ormai……….

Se, un pomeriggio d’inverno un viaggiatore

Jan 22, 2009 Author: NeoArgo | Filed under: Racconti

Eri li, che stavi salendo sopra l’autobus, quando ti attanaglia un’angosciante verità, è il compleanno di una persona che conosci, e ancora non le hai mandato un messaggio di auguri!
Prendi di corsa il cellulare e inizi a scrivere dimenticando il resto; tempo qualche secondo e ti assale la seconda angosciante verità, non hai l’abbonamento, devi fare il biglietto, e cosi ti precipiti verso la macchinetta per timbrarlo. Ritorni al tuo posto, ed ecco che arriva la terza angosciante verità, se non ti siedi per tempo ti fregano il posto.Non importa, sei un ragazzo grande ormai,troverai qualche altro posto.
In quello stesso istante, mentre ti appresti a sedere, ti assale la quarta angosciante verità,non hai ancora scritto il messaggio!Prendi il cellulare e inizi a scrivere,ciao e augu… ma non fai in tempo a finire la frase, che ti assale la sesta angosciante verità, il biglietto timbrato bisogna farlo vedere al controllore quando te lo chiede, cosi consegni il biglietto timbrato e ti lascia continuare qualsiasi cosa tu stessi facendo che tra l’altro non ricordi neanche.Fai una breve pausa per permettere ai ricordi di fluire, grandi respiri, ed ecco che ti assale la settima angosciante verità, prima di scendere bisogna prenotare la fermata e cosi, cerchi il pulsante chiamato bussola, lo trovi e lo premi. Ecco fatto, fermata prenotata, ora sei libero di riprendere quello che stavi facendo, cioè scrivere il messaggio,ma prima di poter solo fare il gesto di prendere il cellulare, ti assale l’ottava angosciante verità, quando prenoti la fermata, poi ti tocca anche scendere una volta aperta la bussola e cosi arrivato alla tua destinazione scendi.
Finalmente ti senti libero di poter tornare a scrivere questo benedetto messaggio, ci stai provando da quasi mezzora,ora però non ci potrà essere nessuno che ti possa disturbare, riprendi il cellulare e continui la frase, AUGURI DI BUON…ecco che ti assale la nona angosciante verità, quando pensi di essere libero di scrivere ecco che ti arriva qualcosa che ti disturba,qualcuno davanti  a te,ti chiede una sigaretta.Stai già incazzato di tuo, perché ancora non hai scritto quel benedetto messaggio, perché ti è successo di tutto e adesso arriva sto tizio che vuole una sigaretta.Niente di cosi eclatante, una sigarette e via,si torna a scrivere, peccato che hai smesso di fumare QUATTRO MESI FA, cerchi di farlo capire al tizio davanti e dopo cinque minuti buoni riesci in qualche maniera a levartelo di torno, finalmente libero,riprendi per l’ennesima volta il messaggio, questa volta non ti ferma niente, prendi il cellulare e finisci la frase, AUGURI DI BUON COMPLEANNO! lo hai terminato, premi invio e finalmente lo mandi, ma ecco che assale la decima e ultima angosciante verità, mentre ti accadeva la qualsiasi, tu hai fatto una specie di telecronaca e cosi insieme alla frase di augurio, hai scritto tutto; ricontrolli il testo vanamente e allora esalando un fatal respiro, dici: Be io la mia parte l’ho fatta, speriamo che le piaccia……..

buon compleanno pecorin, cento di questi giorni, sei la nostra eroina di questi tempi…..

Scusi, voglio il caffè zuccherato!

Dec 17, 2008 Author: NeoArgo | Filed under: Racconti

Io, sono puntale, e quindi arrivo sempre prima, oggi sono uscito con un paio di amiche e gli ho chiesto di esser puntali, ma non sono arrivate puntali.
Inizio a pensare  che non sarebbero arrivate puntuali,quando alle quattro e trenta non ho visto arrivare nessuno,allora mi son voltato e son andato via, e son tornato alle cinque per vedere se erano arrivate, e le ho trovate li, e mi hann detto che stavano per andar via, perché erano arrivate alle quattro e quaranta,allora gli ho detto che immaginavo che poteva essere plausibile, ma io non avendo visto nessuno, son andato a fare un giro.
Finito il problema dell’orario, iniziamo a camminare e andiamo in giro per la città,senza fissa meta, ad un certo punto,davanti un bar, gli dico che c’ho voglia di caffè, e visto anche che l’ultima volta il caffè lo avevo offerto io, stavolta una di loro mi avrebbe offerto il caffè.
Entriamo e ordiniamo il caffè e mentre il barista prepara i caffè, mi vien in mente che forse era meglio prenderlo seduto il caffè,allora domando al barista se per caso, lo si potesse prendere da seduti al tavolino il caffè, il barista mi ha risposto che non si poteva, perché lo si doveva ordinare al cameriere,quindi no, non si poteva, e ci ha serviti il caffè al banco.
La prossima volta, lo ordino al cameriere il caffè e lo prendo al tavolino……

La ragazza che sussurrava alla gente

Dec 16, 2008 Author: NeoArgo | Filed under: Racconti

La ragazza che sussurrava alla gente, lei sussurrava sempre, e con un filo di voce che si faticava a sentirlo, ma lei sussurrava alla gente e quindi era normale.
Non ha mai alzato la voce, ne accennato ad essere in disaccordo con qualcosa, perché lei sussurrava alla gente..
Aveva un’amica, lei non sussurrava però, ed il loro rapporto era strano, la ragazza che sussurrava alla gente era assuefatta dalla ragazza che non sussurrava alla gente, l’andava a prendere dall’altro capo della città e se mancava la ragazza che non sussurrava alla gente, anche la ragazza che sussurrava alla gente non veniva.
Poi entrambe, sia la ragazza che non sussurrava che quella che sussurrava alla gente, non venero più, ognuno delle due per motivi diversi.Ma infondo a noi piace ricordarla così, sussurrando alla gente frasi sconnesse e senza alcun che di logico, perché lei era la ragazza che sussurrava alla gente….

(ricordarsi di non prendere più la macchina a parole)

Dec 12, 2008 Author: NeoArgo | Filed under: Racconti

Potevano essere le otto e quindici, stavo finendo il giro di camicie da etichettare e all’improvviso salta la luce nel quartiere… mother, inizia una serie di sproloqui inarenti ad una ricerca fantomatica di una candela.
Fortunatamente mother trova la candela, adesso dobbiamo solo accenderla, essendo lei una fumatrice ha sempre degli accendini in svariati posti.Il primo accendino non accende, le imprecazioni contro il suddetto accendino da parte di mother non sono state normali.
Ancora una volta la fortuna ci sorride e troviamo in fondo ad un cassetto un altro accendino perfettamente funzionante;finite queste due fasi, si passa alla fase finale,tutto rigorosamente a lume di candela.
Che per la serie, se arriva a cadere qua dentro saltiamo in aria con il  negozio, ci apprestiamo a spegnere ogni interruttore  e abbassare la saracinesca, che essendo meccanica, si dovrà usare il metodo manuale, che consiste nel chiuderla abbassandola di forza….
D’accordo siamo riusciti a chiudere il negozio, ora non ci resta che entrare in macchina,mother esce la sua bella chiave e apre il suo sportello, lo stesso vado per fare io, tranne che il mio sportello non si apre, è ancora chiuso, in tutto questo il cielo non smette di piovere e mi ritrovo a bagnarmi per un paio di minuti in attesa che la macchina si decida ad aprirsi.
Sono le otto e venti, la macchina ha deciso di farmi entrare.Inizio ad avere il dubbio che la famosa macchina di super car, sia effettiamente la mia macchina, ci manca giusto la parola e poi siamo apposto… (ricordarsi di non prendere più la macchina a parole)

Il pandoro

Dec 11, 2008 Author: NeoArgo | Filed under: Racconti

Ci son volte, che fatichi per mangiare una fetta di pandoro.Ero seduto a tavola, avevo appena finito di cenare, e vedo il pandoro nel mobile della cucina, guardo sister e le dico:”sister, prendi il pandoro che tu sei più vicina?!”,ovviamente sister ha avuto da ridere dalla mia richiesta, “hai fretta?! no perché sei hai fretta lo puoi prendere benissimo tu!”.
A quel punto avevo solo due opzioni, ho prendere il pandoro e continuare a mangiarlo oppure alzarmi senza mangiarlo… ha vinto la mia golosità, mi sono alzato e ho preso il pandoro.
Preso, tagliata una fetta e poi posato di nuovo, sul mobile in cucina, sister appena vista la scena, non manca di darmi dello “stronzo”.
Penso che abbia avuto ragione,ma sapete com’è tra sorelle e fratelli no?

ma ho la certezza di aver tutti i dubbi

Dec 7, 2008 Author: NeoArgo | Filed under: Racconti

D’accordo, è domenica e sono reduce da uno strano sabato, dove ho conosciuto una russa e le ho chiesto che browser usasse per navigare e lei di rimando ha risposto che usava sia mozilla che opera, allorché ho riconosciuta che si trattasse di cosa buona, ma poi ho saputo che non beveva e quindi ci son rimasto male.
C’è aria di festa in casa, si è organizzata una riunione di amici di mia madre,allorché ho chiesto a mia madre se la mia presenza era necessaria, e la sua risposta di rimando non è stata molto piacevole, ho dovuto chiedere scusa in ginocchio sui ceci per farmi perdonare la stupida domanda che le ho fatto.
E cosi eccomi qua, intrappolato in una stupida cena,in mezzo a tanta bella gente di cui non ho nulla in comune, a parte qualche ricordo di prima giovinezza,spero di non addormentarmi durante il post cena.
Nell’ultima ora ho sentito che qualcuno aveva intenzione di portare la tombola,saputo questo ho capito che non lo solo dovrò sopportare questi “ospiti” per cena, ma anche per il dopo cena……..

Non mi hanno rapito

Dec 6, 2008 Author: NeoArgo | Filed under: Racconti

Non so bene perché, ma è da un po che vado in giro a dire agli amici, che se nel giro di un paio di giorni non mi dovessero ne vedere ne sentire, vorrebbe dire che mi hanno rapito, e che in quel caso loro avrebbero dovuto chiamare la polizia e farli indagare.
Fin’ora nessuno dei miei amici ha chiamato la polizia per dire che ero stato rapito, anche perché io non sono sono stato rapito, quindi non c’era motivo.Ma essendo sono stato un mese senza computer non posso sapere quello che alla gente passi per la testa.
Cosi ieri sera ricordandomi di quello che dico in giro, mando un sms ad una mia amica, e le scrivo, che siccome erano un paio di giorni che non mi facevo sentire, poteva essere che lei, pensasse che mi avessero rapito, quindi lei sarebbe corsa alla polizia a denunciare la mia scomparsa,facendosi cosi ridicolizzare dalle forze dell’ordine una volta confermata la mia non sparizione, quindi le ho detto che non ero sparito perché le stavo mandando questo sms,aggiungendo anche che le ho fatto risparmiare una brutta figura sia a lei che a me,poi ho pensato anche che se lei fosse andata dalla polizia pensando seriamente che mi avessero rapito e una volta scoperto che invece non mi avessero rapito, si sarebbe arrabbiata parecchio con me.
Infine le ho detto di non preucuparsi, perché ero in casa, poi ho finito l’sms scrivendole che se fosse stata li davanti al suo cellulare con un sorriso da ebete, ridendo di ciò che le avevo scritto il giorno dopo mi avrebbe offerto il caffè.
Io ora non lo so se lei si è messa a ridere veramente quando ha letto il mio messaggio, però immagino che se avesse chiamato la polizia pensando che mi avessero rapito e poi avesse scoperto invece che non mi avessero rapito, si sarebbe arrabbiata veramente.
Magari la prossima volta ci penserò due volte a dire alla gente che se non mi vede per un paio di giorni, vuol dire che mi hanno rapito, magari gli dico che son andato in vacanza….

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