Non penso che al cinema si ci debba andare da soli, anche perché poi alla fine del film, se sei solo con chi cavolo commenti?
Certo poi ci sono diversi tipi di persone che hanno un approccio diverso sul cinema, ci sono quelli che vanno solo al cinema,quelli che al cinema non ci vanno perché costa assai e quelli che invece li guardano a casa, visto che si scaricano la versione appena uscita.
I primi sono quelli che sanno tutte le uscite, e sono anche quelli che ti dicono che quando il film vale, bisogna vederselo al cinema per forza, e pretendono anche che esca nella sala più grande della città, perché il film o te lo godi nel cinema grande o niente.
Quelli che al cinema non ci vanno mai,sono quelli che ti dicono in continuazione, che costa molto e che non hanno mai soldi, ma stranamente li vedi sempre in giro con l’ultimo aggeggio tecnologico del momento.
E Infine ci sono quelli che al cinema preferiscono, il salotto di casa,prendono comodamente qualsiasi versione appena disponibile su emule (in genere prendono gli screener) e seduti nelle loro poltrone si gustano il film, (solitamente in solitudine).
Ma c’è una cosa che non ho ben chiara, ed è il perché al cinema non si va mai da soli?, apparte il discorso sopra citato del commentino.
Perché facendo due conti, il tempo di parlare si riduce drasticamente a qualche decina di minuti tra un tempo e un altro.
A volte andrei al cinema anche solo,visto che appartengo, a quelli che al cinema ci andrebbero sempre
Che strano giorno oggi, la città è semi deserta, le strade vuote, e c’è silenzio, almeno nelle zone non limitrofe ai cimiteri.
Si perché oggi è il primo novembre, e generalmente la gente va al cimitero, che sarebbe pure giusto visto che oggi è il giorno dei morti, almeno in Italia (all’estero non lo so, se festeggiano i morti oggi.)
Che poi io mi domando, perché tutti devono andarci oggi al cimitero? Credo sia diventata una specie di psicosi. Perché tu che vai al cimitero sai che troverai folla, ma decidi di andarci lo stesso perché oggi è il giorno dei morti, e ti senti quasi in colpa se decidi di non andarci.
Certo perché tu non ci vai nelle altre domeniche, no ci vai solo giorno uno e farai mille fatiche,tirerai giù tutti i santi del paradiso, perché non troverai un posto.
Quindi girerai per circa due ore dicendo no io i soldi al posteggiatore non glieli do, poi sconfitto e stremato cedi e chiami il posteggiatore, che magicamente ti farà trovare il posto.
Ora hai posteggiato, non ti resta che affrontare il caldo di novembre, si perché qua a Palermo c’è caldo, sudato scendi dalla macchina e ti dirigi zona fioraio, si perché è normale che una volta all’anno che vai al cimitero i fiori che fa non li prendi?.
Compri i fiori che pagherai tanto,e finalmente arriverai a destinazione,entri e fai il tuo dovere, stai i tuoi quindici minuti e poi ritorni in macchina, con la consapevolezza di aver speso una piccola fortuna per stare quindici minuti,poi esci dal posteggio e ritorni a tirare giù tutti i santi del paradiso, questa volta per colpa del traffico, visto che tutta la città oggi è andata al cimitero.
E non potrai fare altro che dire” il prossimo anno magari ci vado qualche giorno dopo”, ma le speranze che questo avvenga sono molto rare, visto che tra trecentosessantacinque giorni, avrai rimosso questo evento dalla tua mente, ricordandotene solo all’ultimo e dicendoti, ecco perché non vado al cimitero di solito…
Scorro la rubrica del cellulare e arrivo al suo nome, la chiamo e le dico “Giò, unni si?!” e dall’altro capo del telefono “Pronto ? chi parla, sono il fratello, lei non c’è è uscita”,io con voce di rimessa gli dico, d’accordo e grazie..
Riattacco e dopo qualche minuto arriva sotto da me, inizio a chiedermi come sia possibile forse, avrà scordato il cellulare a casa, entro in macchina e andiamo a prendere la nostra amica, e li la vedo uscire il cellulare per farle lo squillo, da quel momento inizio ad andare in confusione.
Arriviamo in pizzeria, ordiniamo ci vengono servite le pizze nel giro di una decina di minuti,quando all’improvviso realizzo la mia più grande mala figura degli ultimi tempi, invece di chiamarla al cellulare, la avevo chiamato a casa ed aveva risposto suo fratello.
Archiviata la faccenda pizzeria con mala figura annessa, facciamo un salto a casa mia per una giocata a carte e quattro chiacchiere che vede la mia sconfitta nel trentuno.
L’ora si fa tarda e le mie due care amiche mi abbandonano per altri lidi, lasciandomi ad un agoniato riposo.
Ovviamente prima di andar via non è mancato il solito delirio di frasi sconnesse e senza alcuna logica, alla mia domanda su che cosa ci era andata a fare una di loro ad entnapolis, entrambe sono scoppiate a ridere per circa mezzora senza riprendere fiato, iniziando poi una conversazione senza alcuna logica con un batti e ribatti del tipo, entnapolis, no vesupolis, e insomma in fine dei conti se non ridiamo di queste piccolezze cosa ci rimane?
Ieri ho bevuto l’heineken, e poi ho pensato che lo avevo detto che io sabato mi sarei bevuto l’heineken,quindi sono uscito con la convinzione di prendermi la heineken, infatti sono entrato e ho chiesto,l’ heineken e quello mi ha datto la birra poi sono uscito e ho detto agli amici, ho preso l’heineken, e forse non hanno capito perché mi sono preso l’heineken, ma infondo io ero contento perché finalmente ho bevuto la mia heineken, sabato prossimo però voglio la weiss
Penso che la capitale dell’italia a detta di molti sia italia e penso anche che quando si sta diociotto a venti uno scivolone può capitare, ma penso anche che un altro scivolone, possa accadere, e penso anche che alla fine vincere per venticinque a venti e qualcosa è altrettanto stupendo, non pensi?
uno scivolone di
MACHEBELLOVINCERECOSÌ
Sono di Palermo, ma credo di conoscerla poco e niente, oggi sono stato ad una mostra della collezione privata wurth di Picasso. con la mia socia.
Per chi conosce la città, v’informo che la mostra si tiene per cinque mesi al palazzo dei Normanni ed è totalmente gratutita, vi consiglio di andarci con mezzi pubblici, per evitare il traffico palermitano del centro.
Siamo arrivati che potevano essere le quattro e qualcosa, (la mostra è aperta dalle due alle cinque del pomerrigio mentre di mattina è aperta dalle otto alle dodici) all’interno della mostra vi sono rappresentati opere di un grande valore sia dal punto di vista artistico che pecunario, infatti come mi ha ricordato una maschera, all’interno del palazzo vi erano quadri esposti per un valore di quattrocento milioni di dollari,la maschera in questione mi ha anche rimproverato, quando mi sono avvicinato per più di un metro dal quadro stesso.
La mostra è composta da sessantasei quadri, che vanno dal pieno cubismo di picasso, ad “semplici” ritratti di volti di donna oppure scene di corride spagnole, insomma non mi posso certo addentrare in questo campo non essendo io un esperto di arte, ma se posso dare un consiglio a tutti i palermitani che leggono questo blog, v’invito ad andare a vedere questa mostra che merita veramente per lo più e gratis quindi che aspettate?

Sogno ad occhi aperti.. chi ha visto laputa sa cosa rappresenta questa immagine… non servono parole..
Quello che vi apprestate a leggere e frutto della mia fantasia, ogni riferimento a persone o luoghi e puramente causale.. buona lettura
C’è tutto un mondo da scoprire la fuori,come ripeteva sempre il mio mentore. Sono passati dieci anni da quando ho concluso gli studi e a distanza di questo lasso di tempo, non lo ho mai ringraziato a dovere.
Oggi ritornerò sui miei passi, indietro come un gambero, alla ricerca di quella chiave che sembrava persa da ormai lungo tempo
Avevo degli indizi sommari, ma non li capivo, era un rebus da risolvere,molte domande e l’ombra di un mio passo falso mi spaventavano, eppure dovevo risolverlo e cosi mettendomi di buona leva trovai la soluzione ideale e tutto fu chiaro, quasi cristallino e allora avanti, ogni storia deve avere una fine,si perché senza un finale la storia rischia di naufragare nel ridicolo.
L’importanza del finale e immensa, può dare la grandezza ad una storia come darle la definitiva stroncatura e allora andiamo con il nostro finale, chiudiamola qua, finché siamo in tempo.
Le domande erano tante e per lo più ne spiccava una su tutte,le ore passavano e la soluzione tardava, i giorni finivano prima di iniziare, seduto a contare le ore,seduto a guardarti passare, eppure era così semplice,chissà perché ci misi cosi tanto tempo per capirlo,stoltezza? Giovinezza? Può darsi.. ora guardo le donne come fossero storie e leggo le storie come se fossero mie e accumulo oggetti che non userò mai. E ora lo sento sta arrivando, lo davanti, eccolo sta per parlare, non voglio sentire e tardi ha già parlato.. non mi resta che ascoltare
FINE
Questa è la storia di uno che non voleva crescere ma che poi, capito il gioco è cresciuto. Ora il personaggio in questione che non voleva crescere ma che una volta capito il gioco è cresciuto, si è ritrovato a fare il padre per una coincidenza quasi eccezionale.Sia dia il caso che nel momento in cui il nostro personaggio capii il gioco si trovasse a passare di la, una giovane ragazza che invece voleva crescere e che il gioco non lo aveva capito.Il nostro personaggio appena la vide, capii immediatamente che voleva passare tutta la vita accanto a lei, e cosi una volta che capì di aver capito il gioco, si precipitò a conoscere la ragazza e una volta conosciuta le propose immediatamente di sposarsi, la ragazza che invece il gioco non lo aveva capito ma che voleva crescere, accettò la proposta di matrimonio di buon grado, e i due personaggi convolarono a nozze.
Nelle notti a seguire consumarono il matrimonio per tre giorni e per tre notti, fin quando lei, annunzio di esser portatrice di una nuova vita dentro di lei.
Il nostro personaggio che aveva capito il gioco e che non voleva crescere ma che intanto era cresciuto senza accorgersene accettò di buon grado il suo futuro ruolo di padre, passarono i nove mesi, e lei partorì due gemelli, che non furono mai chiamati da nessuno perché si rifiutarono di essere chiamati, perché anche loro avevano capito il gioco e non volevano crescere.
Invece i due bimbi crebbero contro la loro volontà e si dimenticarono di aver capito il gioco e allora decisero di scomparire dalla città natale, perché erano ancora convinti che non si dovessero chiamare
Quindi questa è la storia di una famiglia ,di un padre che non voleva crescere e che aveva capito il gioco, di una madre che non aveva capito il gioco ma che voleva crescere e di due figli che non volevano crescere ma erano cresciuti e che non si fecero mai chiamare.
Insomma questa è la storia di una strana famiglia che da un giorno all’altro scomparve dalla città senza lasciare traccia alcuna….
Per tornare al discorso che avevo scritto l’altra volta, vi volevo riportare un pezzo di ecco la storia di pennac
“Scriviamo per farla finita con noi stessi,ma con il desiderio di esser letti,non c’è modo di sfuggire a questa contraddizione, e come se annegassimo dicendo “Guarda mamma so nuotare!”.
Quelli che gridano più forte all’autenticità si gettano dal quindicesimo piano,facendo il tuffo dell’angelo:”Vedete sono soltanto io!”.Quanto a sostenere di scrivere senza voler essere letti (tenere un diario per esempio)significa spingere fino al ridicolo il sogno di essere contemporaneamente autore e lettore“